Cinghiali e caprioli, strage sulla provinciale

Sette investimenti nell’ultima settimana in un tratto di 2 km a Buttrio. Auto distrutte, la riserva di caccia lancia l’allarme

BUTTRIO. Chi è “dentro” la faccenda, essendo chiamato a occuparsi del recupero delle carcasse, parla di «situazione estremamente seria» e di «gravi pericoli per la pubblica sicurezza».

Nel giro di una sola settimana sulla provinciale 14, su un tratto di poco superiore ai 2 chilometri (in punti sostanzialmente fissi e che nell’insieme restringono il raggio dell’area a rischio a circa 400 metri), sono stati investiti quattro cinghiali e tre caprioli, l’ultimo dei quali, una femmina adulta, è stato travolto venerdì 22 dicembre. Nei giorni precedenti era stata una strage.

«Un caso dietro l’altro», ammette Gianpaolo Lesa, direttore della riserva di caccia di Buttrio e presidente del locale Distretto venatorio. Tutti gli episodi sono riconducibili, come detto, a una precisa fascia territoriale, ricadente in Comune di Buttrio: non se ne conosce il perché, scientificamente non è spiegabile, ma la fauna selvatica attraversa la carreggiata sempre ed esclusivamente entro il limite territoriale del tratto stradale di cui sopra. «Il fenomeno – spiega ancora Lesa – non è costante.

Presenta, al contrario, intensificazioni in determinati momenti dell’anno». E l’inverno è appunto uno di questi, sia per la mobilità animale accresciuta dalla necessità di trovare cibo (ben diversa è la situazione quando i campi coltivati offrono alle bestie pastura facile), sia perché per i cinghiali è il periodo degli amori. Uno di quelli investiti pesava la bellezza di 110 chili: la Bmw che l’ha centrato ne è uscita praticamente distrutta. E pesanti sono stati i danni subiti anche dagli altri veicoli coinvolti negli impatti con gli ungulati, inevitabili per la repentinità delle apparizioni.

Di certo non giocano a favore né l’assenza di illuminazione pubblica né i rettilinei della Sp 14 e il traffico poco intenso, che inducono gli utenti della strada a pigiare sull’acceleratore nonostante vi sia il limite di 70 all’ora e il problema degli attraversamenti della fauna sia segnalato dall’apposita cartellonistica. «Si deve far capire alla gente – dichiara Lesa – che quella porzione di provinciale presenta alti rischi, anche procedendo a velocità contenuta, figurarsi se si corre».

La riserva di Buttrio sta pensando a possibili soluzioni. Un provvedimento che si è rivelato efficace laddove è stato adottato consiste in speciali dissuasori luminosi da apporre sui paracarri nei punti critici: riflettendo la luce dei fari dei veicoli in transito si trasformano in una sorta di allarme per gli animali.

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