Sono sei gli ibis fuggiti dall’Oasi Due i dispersi

Fagagna: una coppia sarà riportata dai volontari Intanto Iris finisce anche sui giornali di Malta
FAGAGNA. Dopo il ritorno a casa di Iris, ora all’Oasi di Fagagna cresce l’attesa per l’arrivo di altri due esemplari, Bob e Alvin, recuperati in gravi difficoltà dai ricercatori dell’Università di Napoli. Secondo quanto riferito dal presidente dell’Oasi Enzo Uliana, gli Ibis imprintati che si sono uniti al gruppo di selvatici migrati verso sud sarebbero stati ben sei. Assieme a Iris e alla quindicina di ibis nati tra aprile e maggio di quest’anno, a settembre hanno spiegato le ali verso Sud anche Ren, Rico, Max, Bob e Alvin. Rispetto a Iris, arrivato fino a Malta senza aver riportato gravi conseguenze, agli altri è andata peggio: il corpo senza vita di Ren è stato trovato in Calabria.


Nessuna notizia di Rico e Max che risultano al momento dispersi. Bob e Alvin, anche loro come gli altri migratori, sono stati recuperati dai ricercatori dell’Università di Napoli uno ferito e l’altro allo stremo delle forze. Bob è già stato operato in una clinica veterinaria campana per estrarre i pallini di piombo ritrovati sul suo corpo, per Alvin è stato necessario un trattamento ricostituente.


Ora i due stanno ricevendo le ultime cure e poi saranno anche loro rimandanti all’Oasi di Fagagna. Iris intanto, dopo il ritorno in aereo, è già tornato in piena forma. Lui non lo sa ma, nei giorni scorsi è stato sotto i riflettori. L’Ibis eremita friulano infatti a Malta si era stabilito nei pressi di un campo di calcio e non era passato inosservato tanto che i media dell’isola gli hanno dedicato ampio spazio. L’edizione maltese dell’Indipendent ha titolato “An Italian fugitive in Malta: The incredible story of Iris, the hand-reared Bald Ibis from Udine” (Un fuggitivo italiano sull’isola di Malta: l’incredibile storia dell’Ibis eremita di Udine,
ndr
). Una particolare simpatia quella suscitata dal pennuto che, grazie all’imprinting, risulta affettuoso e docile come un qualsiasi gatto domestico. E il merito di aver reso Iris così dolce è stato della sua “mamma adottiva” Nicole D’Amicis, dell’Università di Bologna. «Stavolta – spiega Uliana – i nostri ibis viaggeranno in auto: due dei nostri volontari partiranno per Napoli per andare a prenderli».


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