Sgominata una banda di ladri: per i carabinieri sono gli autori di quasi 80 furti

Operazione dei militari di Palmanova: in Friuli i colpi sono stati messi a segno nella Bassa. Altri in provincia di Gorizia e in molte città del Nord Italia

PALMANOVA. Si è conclusa con l’emissione e la contestuale notifica di due ordinanze di custodia cautelare in carcere successiva a due arresti in flagranza, l’operazione Highway condotta dai carabinieri del Norm della Compagnia di Palmanova, sotto la direzione di Maria Caterina Pace, sostituto procuratore della Repubblica presso la Procura di Udine, mirata a neutralizzare una banda specializzata nei reati contro il patrimonio.

L’indagine è nata a seguito di denunce di furti, perpetrati nel corso delle notti comprese tra il 20 e il 31 gennaio di quest’anno, ai danni di abitazioni di Porpetto, Gonars e Bagnaria Arsa.

In quell’occasione ignoti avevano asportato diversi monili d’oro, telefoni cellulari, bigiotteria e soldi in contante. Dopo i furti facevano perdere le proprie tracce.

L’attività investigativa, in una prima fase, non aveva portato ad alcun tipo riscontro. Gli autori dei colpi parevano letteralmente scomparire nel nulla.

Non si potevano raccogliere nemmeno dei dati utili circa la presenza di automezzi sospetti in transito durante o dopo i furti.

I militari dell’Arma, alla fine, hanno individuato un furgone utilizzato dai malviventi per raggiungere il luogo dei furti.

Qui la svolta. Si è scoperto che l’automezzo utilizzato percorreva esclusivamente la rete autostradale (da qui il nome dato all’indagine), per accompagnare il complice, lasciarlo in una piazzola di sosta o più raramente una stazione di servizio, che veniva cambiata di volta in volta, e continuare il suo percorso sulla stessa linea autostradale, allontanandosi per parecchi chilometri (a volte anche più di 100).

Così facendo, qualsiasi controllo effettuato dell’automezzo faceva sì che lo stesso non potesse essere associato ai vari furti in abitazione che si stavano perpetrando o erano stati perpetrati in quella determinata giornata.

Nello stesso frangente, il complice, scavalcando la recinzione a lato della sede autostradale, attraversando i campi si dirigeva nel più vicino comune e portava a termine il colpo.

A “fine serata” l’autista del furgone si faceva trovare in un luogo prefissato, sempre in autostrada e il complice, a ritroso, scavalcava la recinzione e risaliva sul mezzo per fare ritorno alla base, situata sul lago di Garda.

I furti venivano sempre commessi nelle ore serali o notturne e nella maggior parte dei casi con le persone presenti all’interno delle abitazioni, con la conseguente sensazione di accresciuto allarmismo e preoccupazione dei cittadini residenti in quei comuni o in quelli circostanti.

Come in una partita a scacchi, le successive attività investigative condotte sia attraverso pedinamenti, sia con il ricorso ad attività tecniche più incisive, hanno consentito ai carabinieri di individuare e identificare i componenti della banda.

Si tratta di tre cittadini di nazionalità romena, già noti alle forze di polizia e pluripregiudicati per reati contro il patrimonio.

I militari hanno contestato ai tre cittadini romeni la commissione di quasi 80 furti in abitazione (78 per la precisione), tutti perpetrati dalla fine di gennaio al 1° maggio 2017, giorno dell’arresto in flagranza di reato di due di questi.

Gli stessi hanno dimostrato di muoversi con disinvoltura su tutto il Nord Italia.

Sono stati portati alla luce non pochi elementi oggettivi che li hanno localizzati nelle province di Udine, Gorizia, Treviso, Venezia, Padova, Vicenza, Verona, Brescia, Cremona, Pavia, Piacenza, Alessandria, ove dove di fatto hanno commesso furti in abitazioni e in attività commerciali.

Parte della refurtiva, già recuperata da militari della Compagnia di Palmanova, ammonta a circa 20.000 euro ed è stata restituita ai proprietari.

L’attività, come detto, ha portato in primis all’arresto in flagranza di reato di due romeni: Plugaru Marian, trentacinquenne e Podan Ionel Marius, 32enne e, successivamente all’emissione, nei confronti del Plugaru e di un terzo cittadino rumeno, Dumitriu Mihai quarantunenne, di due ordinanze di custodia cautelare in carcere.

Per quest’ultimo, ancora ricercato, verrà richiesto al Gip un mandato di arresto europeo.




 

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