La spettacolare rievocazione storica di Palmanova, la più grande d’Italia

Il maltempo non ha fermato la meraviglia delle battaglie secentesche. Molto apprezzati anche gli accampamenti e le bancarelle allestiti in città
Palmanova 3 settembre 2017 rievocazione storica Petrussi Foto Press TURCO Massimo
Palmanova 3 settembre 2017 rievocazione storica Petrussi Foto Press TURCO Massimo

PALMANOVA. È la prima Rievocazione storica dopo il riconoscimento Unesco alla città di Palmanova, un’occasione quanto mai appropriata per celebrare anche il raggiungimento di quest’obiettivo con un omaggio alla storia della città stellata e al suo periodo veneto in particolare. Tre giorni in cui la fortezza ha accolto 800 rievocatori provenienti da ogni dove, per immergersi nella storia, nel fermento che in città vide assembrarsi le truppe in vista della Guerra Gradiscana.



Un evento che, per numero di figuranti, ampiezza dell’accampamento e presenza di iniziative, costituisce la più grande rievocazione secentesca in Italia, la seconda (dopo quella che si svolge ogni due anni a Grolle in Olanda) in Europa. In un fine settimana che le previsioni meteo davano per pessimo, la manifestazione è riuscita a trovare spazi importanti per i suoi avvenimenti, anche se alcuni eventi sono saltati e altri sono stati rinviati. Il maltempo ha tuttavia regalato – e il pubblico lo ha capito restando al suo posto nonostante la pioggia e il vento – una battaglia in campo aperto straordinaria (quella di domenica pomeriggio), in cui i colpi dei cannoni rispondevano ai lampi dei moschetti, facendo eco ai tuoni in cielo.

La Rievocazione storica “A.D. 1615 Palma alle armi” è articolata in una serie di eventi: battaglie, scaramuzze, giuramenti dei soldati, innalzamento del gonfalone, visite guidate, spettacoli musicali, di danza e recitazione, cortei di nobili e dame e volteggi di bandiere, fino al Palio dei Borghi che vede sfidarsi tra loro i tre borghi cittadini a cavallo, nella corsa, nell’abilità a far volare le bandiere. Il tutto presentato con passione dalla voce narrante di Daniele Lucca.

A Palmanova figuranti da tutta Europa: «Ricostruzione impeccabile»
Palmanova 3 settembre 2017 rievocazione storica Petrussi Foto Press TURCO Massimo


Ma la Rievocazione è soprattutto un evento da gustare aggirandosi in città, cogliendo i particolari e soffermandosi sui dettagli, al di là e al di fuori del programma ufficiale. Rievocazione sono le bancarelle con gli abiti d’epoca, gli allestimenti delle vetrine dei negozi, i menù a tema, le tende dell’accampamento con i fuochi accanto, i due bambini trascinati dalla mamma su un carrettino, tutti e tre in costume. Sono i soldati, in divisa a ogni ora del giorno, sorpresi magari a riposarsi all’ombra di un albero o a rinfrescarsi sotto la cascatella vicino al fossato. Rievocazione è il dettaglio dell’orecchino di un soldato o il corsetto del vestito da popolana, il pugnale portato in vita o il moschetto da ricaricare in 32 mosse. Sono le parrucchiere che realizzano le acconciature in strada, i bambini con le spade di legno.

Per dar vita a tutto questo, il Gruppo storico Città di Palmanova e il Comune, che organizzano l’evento, lavorano da un anno all’altro, tra programma, contatti, accoglienza, eventi. Con loro tante associazioni locali, ciascuna delle quali propone qualcosa, dal punto ristoro allo spettacolo, dai giochi per i bambini all’evento teatrale, dalle danze popolari ai madrigali eseguiti in piazza. «Quest’anno – commenta a caldo il direttore artistico dell’evento, Roberto Battilana – il tempo ci ha creato qualche disagio, alcuni eventi sono saltati e anche la battaglia in campo aperto in porta Aquileia è stata accorciata, perché la pioggia stava aumentando. Ma ci eravamo preparati, viste le previsioni e l’esperienza, anche a ospitare i gruppi provenienti da fuori regione e dall’estero in sedi alternative. Il bello di queste manifestazioni è che i rievocatori vivono il proprio ruolo fino in fondo, con qualsiasi tempo, con uno spirito di fratellanza che supera le avversità. E così, ad esempio, in tanti hanno lasciato le tende per ripararsi, più o meno consapevolmente, sotto le arcate di quello che nel Seicento era un quartiere per la fanteria. Il bello della nostra città è anche questo: si propone una Rievocazione in un ambiente che è eccezionale, in cui ogni angolo, anche quello scelto per un riparo di fortuna, è carico di storia».

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