Delitto di Nadia, la famiglia Orlando: "Mazzega ai domiciliari, come un pugno nello stomaco"

DIGNANO. La decisione di concedere i domiciliari a Francesco Mazzega è stata accolta come «un pugno nello stomaco» dai genitori e dal fratello di Nadia Orlando. I familiari della ventunenne uccisa lo scorso 31 luglio dal fidanzato hanno affidato a una nota firmata dall’avvocato Fabio Gasparini la propria reazione, chiusi nel dolore nella loro casa di Vidulis di Dignano.
La famiglia «mai si sarebbe aspettata, infatti, che a distanza di neanche un mese dalla barbara uccisione della loro figlia i giudici potessero concedere all’assasino un simile beneficio – si legge nella nota –. Lo stato d’animo che li pervade in queste ore è quello di rabbia e sgomento. Ma non di rassegnazione. I genitori e il fratello di Nadia continuano ad avere fiducia nella giustizia nonostante questa inspiegabile decisione. Ciò nella speranza e nella convinzione che al termine dell’iter giudiziario ci possa essere una giusta pena nei confronti di un soggetto che con un gesto orrendo e vigliacco ha ucciso Nadia e, di conseguenza, una famiglia e un’intera comunità».
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«Anche la famiglia Orlando vorrebbe riavere Nadia a casa», aveva detto il papà di Nadia, Andrea, prima di apprendere la notizia dei domiciliari a Mazzega. Domenica intanto «a ricordo della nostra Nadia» verrà celebrata una messa in sua memoria nella pieve di Vidulis. Oggi verranno anche tolte le scarpe rosse quale simbolo della violenza sulle donne che da un mese erano state poste a Vidulis dagli amici di Nadia. Amici che faticano a vedere il mondo come un mese fa «un mondo che ha perso la sua lucentezza, tutto è più sfuocato, sordo, incolore. La nostra isola felice dove giocavamo da bambini, ora è solo l’ennesimo posto dove non ti vedremo più – hanno scritto in una lettera aperta a Nadia gli amici –. Non potremmo mai più confidarci, sentire i tuoi pareri, ridere con te, mangiare una pizza insieme o semplicemente guardarti crescere insieme a noi».
Duro il commento del sindaco di Dignano, Riccardo Zuccolo: «Ci sono sconcerto e indignazione per un provvedimento che risulta assolutamente incomprensibile a una comunità ancora profondamente scossa dall’omicidio della povera Nadia. È un ulteriore dolore che si aggiunge a quello vivo. Annuncio fin d’ora che il Comune intende costituirsi parte civile al processo penale, appena questo si celebrerà».
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