Mozione di sfiducia per la vicesindaco

Il documento firmato dall’opposizione consiliare a Tolmezzo: in tre anni di amministrazione è emersa la sua inadeguatezza
TOLMEZZO. Il documento è stato depositato in municipio nella mattinata di ieri, ma ha già scosso la giunta Brollo: si tratta di una mozione di sfiducia presentata nei confronti della vicesindaco e assessore alle opere pubbliche, urbanistica, energia e ambiente Simona Scarsini. Una spallata all’esecutivo che è stato il capogruppo Dario Zearo a dare, in rappresentanza di tutti i consiglieri della “Lista Zearo”, ma anche di quelli di “Tolmezzo domani” e del Movimento 5 stelle.


«Ho chiesto al sindaco Francesco Brollo di rinviare la data del consiglio comunale, fissata per martedì, poiché la mozione, che è stata firmata dagli otto consiglieri di minoranza, per statuto, deve essere votata dai dieci ai trenta giorni dopo la presentazione, e non ci sembrava il caso di convocare un altro consiglio per questo, ma la richiesta è stata respinta».


Nel documento, ormai agli atti, i consiglieri lamentano che «in questi tre anni di amministrazione Brollo è emersa in modo eclatante l’inadeguatezza della vicesindaco e assessore con le deleghe più importanti, quali opere pubbliche urbanistica, energia e ambiente Simona Scarsini, privata da un anno della delega alle manutenzioni».


Il documento, fa sapere Zearo, non è il frutto di un gesto estemporaneo, ma di una decisione collettiva maturata nel tempo. L’ultimo, consistente, terreno di scontro, si è materializzato in piazza XX settembre, dove nel cantiere con inizio lavori fissato il 27 luglio 2015 sono «tuttora in corso e senza una data certa di completamento lavori a fronte dei termini contrattuali che prevedevano 240 giorni, di cui solo 120 per la piazza e oltre 100 mila euro per spese legali, contenziosi e pignoramenti». Un altro elemento di dissenso fa capo ai lavori di adeguamento della piscina comunale «che hanno tenuto chiuso l’impianto per 15 mesi a fronte dei 4 previsti da contratto con problematiche ancora irrisolte».


E poi ci sono le varianti 107 e 108 al Piano regolatore comunale, portate all’attenzione del consiglio senza, eccepisce la minoranza, «che sia emerso un coerente disegno pianificatorio o un interesse collettivo da tutelare o promuovere, ma contenenti innumerevoli sperequazioni e irrazionalità tanto da costringere la commissione urbanistica e poi il consiglio comunale a eseguire interventi correttivi».


Nella bufera anche il regolamento edilizio comunale, che «dopo 11 sedute in commissione consiliare dove i commissari hanno cominciato i lavori correggendo gli errori grammaticali per non parlare dei contenuti, risulta ancora fermo». Ulteriori lagnanze riguardano gli ecocompattatori, non ancora posizionati sul territorio dopo una delibera del 27 novembre 2015 che lo prevedeva». E ancora, il fuoco di fila dell’opposizione tocca «i lavori ai campi da tennis iniziati il 1 marzo che risultano fermi dopo la rimozione delle vetrate esponendo l’impianto a intemperie a fronte dei 4 mesi previsti dal contratto». In elenco l’area camper, non ancora individuata malgrado Tolmezzo sia città alpina, l’incrocio tra via Divisione Garibaldi e via Carnia Libera 1944 in prossimità degli attraversamenti pedonali, dove sono state rimosse le strisce pedonali con posizionamento «di paletti privi di catenelle per il flusso dei pedoni, tentativo fallito miseramente con esborso di fondi, risorse e pericolo per i pedoni».


Infine la mancata convocazione del consiglio comunale su piazza XX settembre entro i termini di legge, che martedì, complice l’assenza di quattro consiglieri di maggioranza, ha visto l’opposizione abbandonare l’aula. «La vicesindaco non è stata in grado di sostituire il sindaco in sua assenza» tuona l’opposizione. E attende la resa dei conti.


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