Dimissioni a catena, Euroleader nella bufera

Contestano la gestione, ma i soci privati sono con il presidente: è una partita politica. In ballo 4,5 milioni per il territorio

TOLMEZZO. L’hanno definito troppo autoritario, si sono dimessi e automaticamente Claudio Cescutti, il presidente di Euroleader, l’uomo che ha risanato la società, è decaduto. Il Gal della Carnia (Gruppo di azione locale) è nella bufera. Questa volta non si tratta di conti che non tornano, al contrario, nella società consortile, l’unica in questo momento con in cassa 4,5 milioni di euro da distribuire sul territorio, si gioca una partita politica. Alcuni soci privati ne sono convinti e si preparano a dar battaglia.

Lo faranno domani, alle 18, esprimendo solidarietà a Cescutti, nel corso dell’assemblea che dovrà nominare il nuovo Consiglio di amministrazione. Ad arbitrare la partita sarà il presidente dell’Uti, Francesco Brollo, il socio pubblico erede della Comunità montana della Carnia.

Il caso è scoppiato una decina di giorni fa con le dimissioni di due dei tre consiglieri, Sandro Del Moro e Cinzia Petris. Entrambi contestano la gestione della società da parte del presidente al quale, nel 2015, erano stati affidati precisi compiti: completare la rendicontazione di oltre 3 milioni di euro, definire la situazione economico-finanziaria, valutare l’eventuale ricapitalizzazione della società che aveva chiuso il bilancio in rosso, coprire le perdite e il pareggio di bilancio.

Obiettivi che Cescutti, oggi solo legale rappresentante di Euroleader, sostiene di aver raggiunto. «La società è stata ricapitalizzata con 65 mila euro e oggi, a differenza di allora, conta 38 soci di cui uno pubblico. Ho sempre cercato di mantenere la mia autonomia perché la legge mi impone di mantenere il Gal super partes», afferma Cescutti definendosi «un tecnico messo lì dalla politica».

Allo stesso modo, Cescutti fa notare di aver sostituito anche la coordinatrice scomparsa prematuramente. A riconoscergli che il suo lavoro l’ha fatto, come si legge nella lettera inviata al nostro giornale dal rappresentante dell’associazione Vecchi binari Fvg, Pierpaolo Lupieri, sono proprio alcuni soci privati. Tra questi pure quelli che nel 2015 avrebbero preferito eleggere il candidato indicato dalla Confartigianato che dopo la bocciatura se ne andò sbattendo la porta.

E se le posizioni si sono capovolte, i nodi verranno al pettine domani nel confronto che dovrebbe portare alla nomina del nuovo Cda. Il presidente uscente non è certo di partecipare all’assemblea, deciderà all’ultimo momento. «La mia non presenza – afferma – potrebbe favorire la discussione».

Al momento le bocche restano cucite sul possibile sostituto di Cescutti anche se ieri qualcuno ipotizzava la candidatura di Lorella Baron, già presidente di Carnia leader. Il primo a non sbilanciarsi è Brollo: «A fronte della decadenza del cda provocata dalle dimissioni di due consiglieri ho convocato senza indugio l’assemblea dei soci per ridurre al minimo lo stallo, dovendo ricostituire il cda per la prima settimana di giugno.

Valutazioni e decisioni spetteranno all’assemblea».
Il nuovo cda si troverà a gestire un tesoretto di 4,5 milioni di euro ottenuti dal progetto elaborato nell’era Cescutti, classificato al primo posto in regione. Sono previsti interventi a favore di enti pubblici, associazioni e imprese impegnate nei settori agroalimentare, del legno e delle foreste. Due bandi sono già aperti. A tutto ciò vanno aggiunti 1,2 milioni Interreg.

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