Di Meglio promette: stop opere faraoniche voglio una città viva

Incontro con il candidato della lista “Uniti per Cervignano” Il centrodestra punta al rilancio dell’economia e del turismo
CERVIGNANO. Punta sulla discontinuità rispetto al passato, Giovanni Di Meglio, candidato sindaco della lista “Uniti per Cervignano”. Basta opere faraoniche e promesse non mantenute è il suo leitmotive. “Voglio una città viva, non che si lasci vivere. Perché Cervignano merita di meglio” lo slogan.

Il gioco di parole racchiude il messaggio del candidato sindaco del centrodestra, 55 anni, imprenditore nel ramo sportivo, espressione della civica Le Fontane e sostenuto da Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Autonomia Responsabile. L’accordo con la Democrazia Cristiana di Angelo Sandri, invece, è sfumato. «C’era la disponibilità da parte della Dc – ha spiegato Di Meglio – ma sono stato io che ho preferito chiudere questa porta».

Di Meglio, ieri mattina (una decisione piuttosto insolita quella di presentarsi ai cittadini lo stesso giorno scelto, diverse settimane fa, dal centrosinistra), al bar Vienna, ha presentato squadra (20 candidati, 9 donne e 11 uomini) e programma. «Decenni di amministrazione targata centrosinistra – le sue parole – hanno tolto ogni prospettiva di sviluppo al territorio. Per invertire questa rotta, passando dalla mera sopravvivenza a obiettivi più ambiziosi di rilancio del nostro patrimonio identitario ed economico, che ho sposato il progetto della coalizione di centrodestra. Basta cattedrali nel deserto e poi Cervignano ha bisogno di un sindaco a tempo pieno. Anche gli assessori dovrebbero avere più tempo per ascoltare i cittadini».

Di Meglio ha assicurato di avere a cuore il futuro di Cervignano. «Abbiamo deciso di metterci in gioco per porre fine al lento ma inesorabile declino cui siamo stati condannati a causa della scarsa lungimiranza del sindaco uscente e dei partiti che lo appoggiano. Il programma 2017-2022? Un decalogo che unisce interventi di ordinaria amministrazione a progetti di ampio respiro, capaci di riportare la città al centro di scenari funzionali al rilancio dell’economia e del turismo. Se da un lato dobbiamo prestare attenzione alle necessità dei cervignanesi, penso in primo luogo al potenziamento dei servizi alla persona e alla valorizzazione delle frazioni, non possiamo esimerci da azioni più ambiziose, che restituiscano linfa vitale al territorio. Abbiamo pensato a una serie di interventi per incentivare il commercio e promuovere Cervignano in ambito sportivo e culturale».

L’attuale capogruppo di opposizione, Antonio Rossetti, non ha risparmiato una spallata alla corazzata di Savino. «A Cervignano manca una rete fognaria. Dopo anni di selvaggia urbanizzazione, anche nelle frazioni, nessuno si è preoccupato dell’ambiente e del sottosuolo. Il fiume Ausa è inquinato da Escherichia Coli, della piscina si parla da decenni e l’ex scuola di via Roma è stata inaugurata ma è ancora di fatto chiusa. Insomma, c’è tanto da fare».

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