Negozi aperti il 25 aprile, raffica di multe in Friuli

Tra Udine e l’hinterland decine di verbali staccati dalla polizia municipale. Controlli effettuati anche grazie alle tante segnalazioni dei cittadini. A Pordenone e Sacile nessuna sanzione

UDINE. Supermercati e centri commerciali aprono anche il 25 aprile e, per la prima volta dall’ingresso in vigore della legge regionale sulle chiusure festive, fioccano le multe. Sanzioni e controlli – fatti anche sulla base delle segnalazioni dei cittadini – per il Panorama di viale Palmanova, ma anche per i molti Despar aperti in città, per la Metro e il Carrefour di Tavagnacco e per il Bennet di Pradamano.

Politica attendista da parte del Comune di Martignacco che prima di compilare verbali vuole leggere la sentenza della Consulta. Super lavoro ieri per gli agenti della Polizia municipale di Udine che, con la riforma degli enti locali, sconfinano in tutta l’Uti Friuli Centrale. Sono stati i cittadini in prima persona a segnalare i supermercati aperti in barba alla legge regionale.

E così il Panorama di viale Palmanova e il Despar di via Lizzero sono stati i primi a essere multati. Controlli anche negli altri punti vendita della catena Despar, in viale Volontari della Libertà, via Sabbadini e viale Forze armate. I vigili di Udine hanno fatto sopralluoghi pure al Carrefour e alla Metro di Tavagnacco.

Per la prima volta anche il Bennet di Pradamano è stato sanzionato. «I vigili hanno fatto un sopralluogo in mattinata – racconta il primo cittadino di Pradamano, Enrico Mossenta –. Purtroppo il 1º novembre ci siamo dovuti attenere alla sospensiva emanata dal Tar sulla base di una lettera interna che gli uffici avevano inviato a tutti i commercianti per informarli delle novità normative. E il Bennet l’ha impugnata davanti al Tar, ottenendo la sospensiva».

Come anticipato, il Comune di Martignacco ha deciso per un altro approccio, più «attendista», come lo ha definito lo stesso sindaco, Marco Zanor. «Il 1º novembre, in occasione dell’entrata in vigore della nuova legge avevamo elevato multe per 195 mila euro – spiega il primo cittadino –. Di queste soltanto una è stata pagata, mentre tutte le altre sono state contestate.

Quindi abbiamo deciso di aspettare la sentenza della Corte Costituzionale per sanzionare ancora chi ha tenuto aperto anche nelle dieci giornate stabilite dalla giunta. Anche perché le multe non devono essere fatte in flagranza, ma possono essere elevate anche successivamente, sulla base degli scontrini emessi».

Stando alle indiscrezioni, tutte le amministrazioni regionali italiane guardano con interesse alla legge del Fvg sulle chiusure festive. Inutile dire che i fari sono puntati a Nordest e anche Federdistribuzione si gioca qui la partita più importante dopo la deregulation introdotta con il SalvaItalia di Monti. I giudici della Corte Costituzionale, chiamati a verificare la rispondenza fra la legge regionale e la Carta, si sono riuniti martedì 11 aprile. E da quella data la trepidazione è molta, sia nel mondo del commercio sia in quello politico. Ma la sentenza tarda a essere depositata.

E così la legge 4 del 2016 continua a tutti gli effetti a essere in vigore. La norma del Fvg (apripista nel suo genere a livello nazionale) prevede una serie di sanzioni per chi decide di sfidarla.

Per i negozi fino a mille e 500 metri quadrati le sanzioni variano da un minimo di 6 mila a un massimo di 15 mila euro. Se l’esercizio commerciale, invece, è compreso tra i mille e 500 e i 5 mila metri quadrati, la somma passa da 10 mila a 24 mila euro, mentre per tutti quelli di dimensioni maggiori la possibile sanzione può arrivare sino a 35 mila euro e comunque non può essere inferiore ai 15 mila.

Cifre che vengono aumentate di un terzo – con possibile sospensione dell’attività da 7 a 30 giorni – in caso di recidiva, ma che non riescono a scoraggiare i punti vendita di dimensioni maggiori. Dieci le date in cui i negozi devono restare chiusi: primo gennaio, Pasqua e lunedì dell'Angelo, 25 aprile, primo maggio, 2 giugno, 15 agosto, primo novembre, Natale e Santo Stefano. Il prossimo banco di prova della legge è in calendario fra meno di una settimana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto