Infermiera fingeva di vaccinare poi buttava le fiale:500 bambini senza protezione

La donna ha finto per sei mesi di registrare la profilassi ai piccoli: in realtà gettava via la fialetta. A scoprire la vicenda i colleghi dell'infermiera, insospettiti dall'assenza di pianto dei bimbi
Una madre con il figlio in braccio chiede informazioni sulla somministrazione del vaccino contro l'H1n1 a uno degli sportelli dell'Asl di via Statuto, Milano, 2 novembre 2009. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
Una madre con il figlio in braccio chiede informazioni sulla somministrazione del vaccino contro l'H1n1 a uno degli sportelli dell'Asl di via Statuto, Milano, 2 novembre 2009. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

TREVISO.Fingeva di fare i vaccini ma in realtà buttava via le fiale: è questo il sospetto che ha portato l’Asl2 di Treviso a richiamare 500 pazienti. A destare dubbi nei colleghi il fatto che i bambini non piangessero durante le iniezioni.

Sul caso avevano indagato Nas e la Procura di Treviso, ma c’era stata una prima archiviazione; i magistrati stanno valutando ora se riaprire un fascicolo.

In particolare, la direzione dell’azienda sanitaria aveva ricevuto lo scorso giugno la segnalazione di alcuni suoi operatori, in cui era motivato il sospetto che una collega - da poco giunta a Treviso con concorso di mobilità - potesse non eseguire correttamente le vaccinazioni. Questo aveva portato l’Asl a denunciare il fatto ai Nas, ma nei mesi successivi è stata vincolata al rispetto dell’obbligo del segreto istruttorio e quindi impossibilitata a svolgere azioni che potessero interferire col corso delle indagini, salvo aver trasferito l’assistente sanitaria ad altro incarico al manifestarsi dei sospetti nelle colleghe.

A marzo di quest’anno sono arrivate la richiesta di archiviazione del procedimento da parte del Pubblico Ministero, «in assenza di ulteriori elementi a carico», e il decreto d’archiviazione da parte del Giudice delle indagini preliminari. Finite l’indagini l’Asl 2 del Veneto ha dunque avviato una serie di valutazioni sierologiche e il 10 aprile, in seguito agli accertamenti, la Direzione del Dipartimento di Prevenzione ha ritenuto di avere elementi sufficienti per ritenere che l’assistente sanitaria non aveva eseguito tutte le vaccinazioni che doveva avere effettuato, dandone segnalazione alla Procura della Repubblica e al proprio Ufficio Provvedimenti Disciplinari.

«A noi interessa la salute dei cittadini e assicurare quei servizi della cui erogazione siamo incaricati - sottolinea Francesco Benazzi, direttore generale dell’Asl di Treviso - In questo frangente, il sistema ha dimostrato di essere all’altezza. Se un’operatrice, infatti, può essere venuta meno ai suoi compiti, il fatto non è passato inosservato ai colleghi che subito se ne sono accorti e hanno attivato tempestivamente tutti quei percorsi a garanzia dei cittadini e dell’azienda. Ringrazio di cuore loro per la professionalità? e la coscienziosità dimostrata così come ringrazio i Carabinieri dei Nas e la Magistratura per la collaborazione fornita. I cittadini potranno completare la vaccinazione in modo corretto».

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