«Salviamoli»: tanti rispondono all’appello lanciato da Michela

SAN GIORGIO DI NOGARO. L’appello lanciato ieri dall’animalista Michela Cossetto dalle pagine del Messaggero Veneto ha consentito di salvare altri cinque agnelli dalla macellazione pasquale. Due di questi sono andati in una fattoria del Veneto.
Felicissima Michela non solo per i risultati immediati avuti con l’appello lanciato dalle pagine del nostro giornale e gli attestati di solidarietà e stima giunti da ogni dove («sei mitica e meravigliosa», «onorata di conoscerti», e anche «Masha degli agnelli», «sei un’anima bella», «sei fantastica», per citarne alcuni), ma soprattutto per le numerose persone che la stanno contattando anche da fuori regione per aderire alla sua battaglia anche “solo” attraverso l’erogazione di un contributo. Grazie a queste risorse si potranno salvare altri agnelli dalla pentola di Pasqua, andando ad acquistarli negli allevamenti di tutto il Friuli e non solo (circa 5 euro al chilogrammo è il loro prezzo di mercato). Tutti gli animali sono contrassegnati da un chip che ne certifica la provenienza e i controlli Asl.
«Due bambini che giocano. Due innocenti. Due anime pure. Solo che uno lo proteggete, l’altro lo mangiate»: è il testo di un cliccatissimo post che Michela ha messo sul suo profilo facebook a commento di una foto di sua figlia con l’agnellino “Lana” (che con “Lupo” e un altro in arrivo fanno parte del suo personale gregge). Un post che vuole ancora di più sensibilizzare le persone.
«Grazie, veramente grazie al Messaggero Veneto – dice – che ci ha permesso di salvarne altri cinque dalle tavole pasquali e non saranno i soli. L’appello resta valido e chiunque voglia avere informazioni ci contatti: saremo ben felici di spiegare loro quali norme si devono seguire per adottarne uno (scaricabili anche dal sito dell’Azienda sanitaria) o anche su come tagliare la lana. Oppure su come trasportarli in quanto ci vogliono mezzi appositi che costa affittare. Tutte cose che noi, grazie ai volontari, riusciamo a fare con poco. Salvare un agnello è una cosa bellissima che dà tanta gioia anche perché sono animali miti e affettuosi». E quando lo dice le brillano gli occhi.
Michela (“Misha” o “Masha” come qualcuno la sta chiamando) si schermisce davanti ai tanti complimenti che sta ricevendo, ma non dimentica neppure per un attimo l’altra sua battaglia come fondatrice dell’associazione “Il sentiero di Ares” per salvare i cani malati terminali e chiedere di adottare i cani anziani. Della fattoria fanno parte anche gatti, un cavallo, un pony e una famiglia di nutrie con il “capo-famiglia” Palmiro padrone assoluto.
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