La denuncia: "Hanno fatto a pezzi la tomba di mia moglie"

VENZONE. A colpi di martello hanno distrutto la fotografia e gli arredi della tomba. In quel loculo, nel cimitero di Venzone, riposa Elda Copetti, moglie del direttore della Riserva di caccia, Valerio Pituelli. Un atto dal sapore intimidatorio che lo stesso Pituelli collega, senza mezzi termini, alla battaglia che assieme ad altri direttori di riserva e cacciatori sta portando avanti contro il bracconaggio.
Quella dei cacciatori, cultori della caccia “pulita”, è una battaglia che si scontra con il fenomeno del bracconaggio troppo presente nelle montagne del Friuli. Venzone e il Canal del Ferro non sono da meno. Lo confermano i molti vandalismi già segnalati dagli stessi cacciatori in queste zone. Si tratta di incendi dolosi, danni alle autovetture, altane distrutte e fototrappole sparite.
Le denunce sono state presentate e le indagini sono in corso. Al momento la messa in relazione dell’attività venatoria con i danneggiamenti denunciati è frutto di ipotesi, ma è difficile pensare che si tratti solo di casualità. Anche perché nel mirino dei vandali sono sempre finiti i cacciatori che si battono per la tutela dell’ambiente e della caccia onesta.
Questa volta, però, chi ha agito è andato davvero oltre ogni limite perché distruggere una tomba significa non rispettare né i vivi né i morti.
«Mi hanno colpito al cuore», ammette Pituelli visibilmente amareggiato. Il suo sguardo è segnato dal dispiacere, è sempre sbagliato prendersela con chi non c’è più. Nonostante il dolore Pituelli reagisce. Non rinuncia alla sua battaglia per la caccia rispettosa degli animali: «Se pensano di intimidirmi - afferma - si sbagliano. Stanno facendo l’esatto contrario perché più colpiscono il mondo venatorio e più il mondo venatorio onesto si rafforza».
In queste ore, infatti, i cacciatori si stringono attorno al direttore della Riserva di Venzone. Tante le telefonate di solidarietà ricevute a casa Pituelli. Resta la sensazione di insicurezza che atti del genere creano anche nella comunità. Sono gesti difficili da digerire, inevitabilmente creano una sorta di allarme sociale.
Ieri mattina, intanto, davanti alla lapide di Elda Copetti sono arrivati i carabinieri che hanno ricevuto la denuncia, al loro fianco gli agenti della scientifica per i rilievi. Le indagini sono in corso. Non è escluso che, nelle prossime ore, vengano esaminate le immagine registrate da alcuni impianti di videosorveglianza presenti nel comune. Nulla può essere lasciato al caso, la catena dei danneggiamenti che più di qualcuno collega al mondo venatorio va interrotta.
Chi si è scagliato contro la tomba di Elda Copetti l’ha fatto nella notte tra venerdì e ieri. Venerdì sera la tomba era integra. Tutto era al suo posto e c’è chi è pronto a riferirlo agli inquirenti.
Difficile pensare che chi l’altra notte ha preso a martellate la tomba di Elda Copetti l’abbia fatto per fare una bravata che resterebbe comunque ingiustificabile. Chi ha colpito nel cimitero di Venzone ha preso di mira solo quella lapide quasi fosse un gesto scientifico. Tanti i quesiti a cui gli inquirenti dovranno dare una risposta.
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