Carcassa di una mucca trovata in un fossato

SEDEGLIANO. Macabra scoperta nella zona tra Sedegliano e Turrida. Durante una passeggiata, mercoledì scorso, un cittadino ha notato la carcassa di una mucca affiorare da un cumulo di terra, come se l’animale fosse stato parzialmente sepolto. Subito è stato dato l’allarme e sono partite le indagini delle forze dell’ordine per risalire ai responsabili del gesto che potrebbe avere delle ripercussioni anche sul piano sanitario.
Non è mai accaduto infatti che nella zona siano stati segnalati casi del genere. Sarà da stabilire da parte delle autorità sanitarie le cause del decesso dell’animale e per quale motivo il proprietario non abbia seguito le pratiche corrette per l’eliminazione della carcassa.
A questo proposito interviene il vicesindaco e assessore alla Sanità e Agricoltura del Comune di Sedegliano Maurizio Rinaldi che, informato sui fatti, si dichiara «allibito per un fatto del genere, che rivela una certa superficialità e la non osservanza del rispetto delle procedure previste. La speranza è che in questo caso – osserva il vicesindaco – oltre al mancato rispetto delle regole non vengano appurate malattie che potrebbero essere pericolose per la salute dell’uomo e degli animali».
Il fatto è accaduto tra Turrida e Sedegliano, 300 metri all’interno della strada, in un fosso che divide due proprietà, luogo che solitamente viene denominato “cappezagna” (in friulano “savodaine”). L’animale è stato gettato nel fosso in questione e poi ricoperto con della terra presa dal campo vicino. La carcassa potrebbe essere stata trasportata nel luogo con un mezzo agricolo o con un camioncino, visto il peso che s aggirerebbe sui cinque quintali circa. La bestia non è stata ancora rimossa dal luogo dove è stata ritrovata. Sono in corso degli accertamenti per capire la causa della morte dell’animale. Il dottor Glauco Squecco, responsabile del Servizio veterinario di sanità animale dell’Azienza per l’assistenza Sanitaria n.3 riferisce: «Alcuni animali – afferma – muoiono per cause fisiologiche non imputabili a malattie infettive trasmissibili».
Di norma quando muore un animale in stalla deve essere comunicato al servizio veterinario, il quale accerta sul posto le cause e fornisce le indicazioni per lo smaltimento della carcassa. Gli allevatori sono tenuti a mantenere un registro con il carico e lo scarico degli animali presenti nella stalle. Ogni bovino è marchiato con un numero e una sigla di riferimento. Ha, quindi, un codice ben preciso, ed è inserito in una banca dati nazionale delle anagrafi zootecniche a Teramo, dove ci sono i server collegati con tutta Italia.
Il fatto, comunque, ha destato vasta impressione in tutto il sedeglianese e non solo.
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