Undici sindaci contro la Regione: salta il tavolo tecnico sulla sanità

LATISANA. Salta il tavolo tecnico sulla sanità della Bassa Friulana occidentale. E come ultimo atto i sindaco dell'Uti rispediscono al mittente la bozza di documento di accordo che la Regione ha inviato, per la firma, qualche giorno fa e che non risponde assolutamente agli impegni presi durante gli incontri del tavolo tecnico-politico proposto dalla stessa presidente Debora Serracchiani, lo scorso mese di luglio.
Al termine della riunione del 4 gennaio sembrava che un equilibrio fosse stato raggiunto con l'impegno della Regione a reperire nuovi pediatri, per la ripresa del servizio H24 al dipartimento materno infantile di Latisana: poi la doccia fredda con il documento inviato nei giorni scorsi, nel quale è emerso molto chiaramente che il punto di incontro e di impegno politico non era stato raggiunto.
Lo hanno detto ieri mattina nel corso di una conferenza stampa organizzata all'ingresso dell'ospedale di Latisana, illustrando una nota sottoscritta da tutti e che si conclude con una richiesta di immediata sostituzione del direttore generale dell'Aas2, Giovanni Pilati, già definito «inadeguato al suo ruolo» nel voto contrario al Pal.
Ma anche con un ultimatum: «una precisa e inderogabile richiesta di riapertura immediata dell'attività H24 del reparto pediatrico, ostetrico ginecologico e del punto nascita, dell'otorino e della terapia del dolore, senza ulteriori rinvii». A chiederlo i Comuni di Carlino, Latisana, Lignano Sabbiadoro, Marano Lagunare, Muzzana del Turgnano, Palazzolo dello Stella, Pocenia, Porpetto, Precenicco, Ronchis e San Giorgio di Nogaro.
«Tutti i sindaci sono d'accordo sulla necessità di avere garanzie e quindi abbiamo deciso di non proseguire nel dialogo – ha detto il presidente dell'Uti e sindaco di Lignano Sabbiadoro, Luca Fanotto – lo abbiamo comunicato venerdì alla Regione precisando che il documento che ci è stato inviato è irricevibile.
Dopo le promesse di riattivare una guardia pediatrica sulle 24 ore – ha spiegato ancora Fanotto - il documento inviato dalla Regione conteneva solo un'indicazione per i mesi di luglio e agosto e nulla per il resto dell'anno. La bozza è stata analizzata giovedì dall'assemblea dell'Uti e valutandone i contenuti tutti i sindaci hanno detto “no” perché non risponde a quanto detto negli incontri, nè agli impegni presi»
Da qui la decisione di interrompere le comunicazioni con la Regione: «una rottura non istituzionale ma sui contenuti – ha spiegato il sindaco di Precenicco, Andrea De Nicolò – un segnale forte da parte di un territorio che vuole tutelare i cittadini e i servizi. Applicando le linee della riforma regionale, l'Azienda prevede di recuperare il 25% di attrattività da altri territori: perché allora ridimensiona Latisana e proprio su quei servizi che facevano attrazione dal Veneto?».
«La Regione deve prendere atto che la sospensione del punto nascita è stato un errore. L'incremento di Palmanova è stato smentito dai fatti – ha ribadito il sindaco di Latisana, Daniele Galizio - la proiezione del 2016 dava per certo il superamento dei 500 parti, che invece si sono dispersi nel territorio, fuori azienda, fuori provincia e fuori regione e solo 46 sono andati a Palmanova».
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