Sindacalista con doppia paga, bufera in Fiom

Chiara Lucchetto per un anno ha intascato indebitamente due stipendi. Lunedì Landini in regione affronta la vicenda

UDINE. Non una ma due buste paga. Percepite, indebitamente, da gennaio a dicembre 2015. Il bottino è stato accreditato sul conto corrente di una sindacalista della Fiom Cgil di Udine.

Chiara Lucchetto, originaria di Ronchi dei Legionari, si è vista pagare l’indennità mensile sia dall’azienda isontina per cui lavorava in precedenza, sia dal sindacato in base al distacco regolamentato dalla legge 300. Il doppio accredito è proseguito fino a dicembre 2015 ma la Camera provinciale del lavoro se n’è accorta solo molti mesi dopo, in sede di perfezionamento dei contributi figurativi da versare all’Inps.

Accertato il fatto nel giro dei 10 giorni successivi all’amara scoperta, la sindacalista è stata immediatamente deferita dai vertici della Cgil di Udine alla Commissione di garanzia. Organo Triveneto interno al sindacato chiamato a vagliare i casi segnalati ed eventualmente a elevare s provvedimenti disciplinari.

In attesa del “verdetto” Lucchetto si è messa a disposizione del sindacato che non è intervenuto però con alcuna sospensione tanto che la sindacalista continua regolarmente a fare il suo lavoro per la categoria.

Interpellato al telefono il segretario generale della Cgil di Udine, Natalino Giacomini, si limita a confermare: «È vero. Il caso c’è ed è già stato segnalato alla competente commissione». Non è si è voluto sbilanciare, Giacomini, sul merito in attesa che sia l’organo competente a farlo.

Si è concesso invece una battuta “politica”. «Quel che amareggia – ha detto – è la mancata interlocuzione della compagna con il sindacato. Bastava, appena scoperto l’accaduto, che ce lo segnalasse e non saremmo arrivati a questo punto». Pare, da fonti interne alle parti sociali, che più d’una segnalazione sia partita dal pc di Lucchetto durante i mesi in cui ha percepito la doppia busta paga. Si parla di e-mail all’azienda in cui la sindacalista a più riprese ha segnalato l’errore.

Senza però sortire alcun effetto. “L’affare” è così proseguito per tutto l’anno, segnalato formalmente all’azienda, perché non a Cgil? L’organizzazione lo ha scoperto solo con diversi mesi di ritardo. Quando cioè ha dovuto perfezionare la partita con l’Inps. In base alla legge 300 il sindacato è chiamato a versare i contributi entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello cui sono riferiti. Il caso esplode così nel pieno della scorsa estate. Sollecitata più volte dalla Camera del Lavoro per conoscere l’entità dei contributi da versare, Lucchetto a quel punto vuota il sacco comunicando al sindacato che il versamento è già stato effettuato dall’azienda.

Delle due l’una: se i contributi sono già finiti in cassa all’Inps, significa che a lei è stata pagata indebitamente dall’azienda anche la busta paga.

La scoperta infuoca l’estate della Cgil che fatte le dovute verifiche rimette il caso alla Commissione di garanzia. Di certo i soldi in più dovranno essere restituiti.

All’azienda o al sindacato resta da capire. Giacomini alza le mani e si mette in attesa. Anche del leader di Fiom, Maurizio Landini, che lunedì mattina sarà prima a Udine, poi a Trieste. Nelle due città parteciperà alle assemblee chiamate a eleggere i due nuovi segretari provinciali di Fiom e con tutta probabilità a vagliare il caso. Ufficialmente la sua venuta in regione si lega però esclusivamente alle due investiture.

In Friuli il nome che sarà proposto in consultazione ai delegati, per incoronare il successore di Maurizio Balzarini, è quello di Gianpaolo Roccasalva, segretario uscente Fvg della Fiom e che prima della fusione con Udine ha guidato per anni le tute blu dell’Alto Friuli.

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