Bivacchi, graffiti e rifiuti: altre ferite sfregiano Palmanova

Scoperti imbrattamenti e sporcizia nelle antiche strutture militari. Il sindaco: presenteremo denuncia, ma lo Stato deve difendere questo patrimonio

PALMANOVA. La presenza a terra di tre bombolette spray di colori acrilici, all’ingresso della porta ad arco della lunetta napoleonica, già fa presagire quel che si potrà trovare all’interno. Le pareti ottocentesche della struttura difensiva di epoca francese, a forma di mezza luna, sono imbrattate di vernice.

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Scritte e disegni recenti, di colore verde con qualche inserto giallo, che si sovrappongono ad altri più vecchi e ormai sbiaditi. Disegni di personaggi di fantasia, graffiti, funghi con tanto di pallini sul cappello, creazioni che sfruttano anche le forme delle finestre e delle feritoie per completare l’opera…

E poi scritte per indicare in inglese la propria presenza o per invitare qualcuno a un balzo nel vuoto con un promettente «tuffati è morbido».

Ad essere imbrattati dalle scritte sono le pareti al piano terra della lunetta, i pilastri da cui si dipartono gli archi al piano rialzato, i vani che conducono alle scale di accesso alla galleria verso il fossato. Interessate sia le superfici in pietra che quelle rivestite di mattoni.

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Oltre alle scritte, all’interno della struttura si trovano rifiuti, tracce di bivacchi (probabilmente risalenti a qualche tempo fa, viste le rigide temperature di questi giorni), cartoni posizionati a terra, una coperta sulle scale che portano alla galleria, lattine di birra, una tanica di acqua, una bottiglia di liquore, una ruota di bicicletta, tondini in ferro, un flacone di shampoo per auto… La lunetta in questione è quella collocata tra porta Udine e il cimitero civile di Palmanova.

Un’altra scritta, di un’altra mano, con altri contenuti, con ogni probabilità a firma di altro autore, è stata invece rinvenuta, sempre in questi giorni, all’interno della riservetta delle polveri situata su baluardo Garzoni. Qui un ignoto innamorato dichiara la sua passione per la propria bella scrivendo in nero, a caratteri cubitali, la propria dedica sulle storiche pareti.

Di fronte a questi atti di vandalismo ai danni di manufatti storici della città stellata, il sindaco Francesco Martines, esprime tutta la sua amarezza.

«Questo territorio – dichiara – è talmente vasto, il patrimonio storico-culturale è di così grandi dimensioni che la sua salvaguardia è oltremodo difficile. Sono beni dello Stato che nulla finora ha fatto per tutelarli e proteggerli. Tenerli monitorati o controllati costantemente è un’impresa».

Il primo cittadino annuncia innanzitutto che il Comune presenterà alle forze dell’ordine una denuncia contro ignoti, pur precisando che tale atto, per quanto dovuto e giusto, lascia il tempo che trova.

«Quel che si pone per l’ennesima volta – conclude Martines – è il problema della tutela di questo enorme patrimonio. Ci attiveremo al più presto per rimuovere i rifiuti, pulire e poi chiudere gli accessi a questi immobili, così come abbiamo già fatto con le gallerie una volta riportate alla luce. Ma il problema del controllo è ben più ampio».

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