Scritte e vandalismi, uno “schiaffo” ai volontari e al loro lavoro sui bastioni

Palmanova: comprensibile la rabbia e l’amarezza provate da un rievocatore che, nei giorni scorsi, ha scoperto che qualcuno aveva imbrattato il muro del seicento per dichiarate il proprio amore

PALMANOVA. Sono le 8.30 del mattino. Il termometro segna meno 8. È l’ultimo sabato del periodo delle festività natalizie. Presidente e vice del Gruppo Storico Città di Palmanova sono al lavoro per rimuovere il materiale presente nella zona dei bastioni (baluardo Garzoni) affidata alle cure del sodalizio.

I volenterosi erano loro, ma periodicamente, il sabato mattina o comunque nei momenti liberi dal lavoro, diversi componenti del gruppo e simpatizzanti danno una mano per tener pulita quella zona a cominciare dalla Loggia del baluardo, per finire con la Riservetta delle polveri, da poco tempo recuperata e utilizzata per la prima volta nella Rievocazione storica dello scorso settembre.

La riservetta, in particolare, ha richiesto quasi un mese di lavoro ai volontari per essere riportata alla luce. I forestali l’hanno fatta emergere dalla vegetazione e il gruppo storico ha lavorato per ripulirla e renderla accessibile.

E nell’ultima Rievocazione storica le varie truppe al soldo della Serenissima andavano lì a rifornirsi delle munizioni per cannoni e moschetti. È comprensibile quindi la rabbia e l’amarezza provate quando proprio un rievocatore, nei giorni scorsi, passando da quelle parti, ha scoperto che qualcuno aveva imbrattato il muro del seicento per dichiarate il proprio amore: su una parete, con uno spray nero, aveva tracciato la scritta «Nicol ti amo troppo».

La vernice scura ha anche intaccato i mattoni che chiudono il piccolo locale con una volta a botte. «Non è solo il danno in sé – spiegano il presidente Luca Malisan e il vicepresidente Gabriele Simonutti – , ma il gesto che non tiene affatto conto né della bellezza e del valore di quel manufatto, né di tutto il lavoro che c’è alle spalle per tenerlo in buone condizioni. Speriamo trovino il responsabile. Non per chissà quale punizione… Basterebbe farlo venire a ripulire il muro».

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