Gettano nel Roiello gli avanzi del cenone

Pradamano: nello storico rio oltre 20 contenitori pieni di rifiuti. Scontrini e altri indizi potrebbero incastrare i colpevoli
Di Gianpiero Bellucci
Pradamano 04 Gennaio 2017 immondizie Copyright Petrussi Foto Press Turco Massimo
Pradamano 04 Gennaio 2017 immondizie Copyright Petrussi Foto Press Turco Massimo

PRADAMANO. Con oltre 20 fra sacchi neri e cartoni pieni di rifiuti, incivili ignoti hanno trasformato un tratto dello storico Roiello di Pradamano in una discarica a cielo aperto.

Resti, probabilmente, di una cena per molte persone, forse il veglione di San Silvestro, alla conclusione del quale gli inqualificabili autori del gesto hanno mal pensato di liberarsene nel peggiore dei modi: inquinando e dimostrando il massimo disprezzo per l’ambiente, ma anche per un pezzo di patrimonio non solo naturalistico, ma anche storico per il territorio.

Patrimonio che in questi anni ha visto l’impegno del comitato Amici del Roiello e delle istituzioni per riportare l’acqua nell’antico rio. Un piccolo e millenario corso d’acqua di cui si stavano per perdere le tracce, sul quale è stato scritto un libro, “Alla ricerca del Roiello perduto”, che riporta le testimonianze di anziani che hanno contribuito a far riaffiorare dal “dimenticatoio” l’esistenza del rio (protetto dalla Soprintendenza dal 1989 come bene storico e paesaggistico) che attraversa la zona est di Udine per arrivare a Lovaria.

Alle 8 di ieri mattina gli agenti della Polizia locale erano sul posto, nella zona di via Torricelle, per gli accertamenti. Diversi sarebbero gli indizi a favore degli inquirenti per dare un nome agli autori di questo pessimo gesto. Ed è proprio il sindaco Enrico Mossenta a confermare che gli agenti di Polizia locale hanno già individuato elementi che potrebbero portare ai colpevoli. Nei sacchi disseminati lungo il corso d’acqua sono state rinvenute bottiglie di vario tipo, resti di cibo, sacchetti di patatine e altri generi alimentari, vassoi con orate, cozze e altro ancora. Ma anche scontrini e alcuni pezzi di carta con disegni, scritte e altri elementi che potrebbero far luce sui colpevoli.

«Un gesto davvero deplorevole», rimarca il primo cittadino, che in mattinata ha effettuato un sopralluogo per verificare l’accaduto. A esprimere parole di rammarico è anche il presidente del comitato Amici del Roiello, Alberto Pertoldi, che in questi anni assieme agli altri volontari ha speso molto impegno per riportare il piccolo corso d’acqua al suo antico splendore. «É la prima volta che capita una cosa così spiacevole, un atto vandalico compiuto nello sfregio delle norme, ma soprattutto senza nessuna educazione ecologica. Spero si trovino i colpevoli, viste le tracce evidenti lasciate».

Del Roiello parlava il patriarca di Aquileia Ulrico II già nel 1171, quando in un documento concedeva la facoltà di usare le acque della roggia. Il Roiello era un bene prezioso: fungeva da acquedotto di superficie e vi si dissetavano persone e animali.

Ma forse questo nemmeno lo immaginava chi ha inquinato il piccolo corso d’acqua.

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