Nuovo sisma di magnitudo 6,5 colpisce il Centro Italia. I pompieri del Fvg: “Salvati dall’ora legale”

UDINE. La furia della terra è tornata ad esplodere stamattina, domenica 30ottobre 2016. Alle 7.42. Colpendo ancora una volta il Centro Italia, vessato a ripetizione dal 24 agosto, senza soluzione di continuità.
Oggi per l’ennesima volta, con una scossa di magnitudo 6.1, epicentro nella zona di Norcia, gioiello dell’Umbria che ha visto andare in frantumi la chiesa di San Benedetto.
Scorrendo le statistiche, si tratta della scossa più forte registrata in Italia dal 1980.
Paura anche in Friuli. Tanto forte da esser stata percepita distintamente anche in Friuli Venezia Giulia dove in molti sono balzati dal letto sentendo la terra tremare.
Moltissime le chiamate indirizzate ai vigili del fuoco e alla protezione civile, come anche alla redazione del Messaggero Veneto.
C’è chi si è attaccato al telefono, chi ai social, per chieder conto di un’impressione - “la terra ha tremato davvero?” -, cercare una conferma. Purtroppo positiva.
La terra ha tremato ancora sì, radendo al suolo quanto in questi mesi si era salvato dalla sua furia, gettando nuovamente nello sconforto la gente e causando forse altre vittime.
Tanto che poco fa dal quartier generale della protezione civile di Palmanova sono partite in elicottero due unità cinofile. Direzione: Preci, nell'epicentro del terremoto di questa mattina.
"A salvarci è stata l'ora legale". La macchina è già in attività. Meglio, non ha mai smesso d’esserlo. Con grande rischio. C’è mancato infatti un soffio stamattina perché i nostri vigili del fuoco fossero investiti dalle macerie.
“A salvarci è stata l’ora legale - è la drammatica testimonianza del funzionario dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Pordenone, Stefano Zanut -. Con la vecchia ora, il terremoto ci avrebbe preso in pieno, perché saremmo già stati impegnati nel puntellamento di un edificio che invece si è sbriciolato davanti ai nostri occhi. Questione di un paio di minuti e saremmo rimasti sotto”.
E’ accaduto stamattina ad Arquata del Tronto, dove i vigili del fuoco della destra Tagliamento stanno continuando ad operare sugli edifici pericolanti, nella zona rossa.
I pordenonesi a Camerino. “Un altro gruppo di colleghi è arrivato stanotte da Pordenone per montare un campo base a Camerino” fa sapere ancora Zanut che poi aggiunge con tono disarmato: “Qui è un gran disastro. La zona che va da Amatrice ad Accomoli è devastata, per fortuna nella zona rossa non c’erano più persone e non ci sono feriti”.
Decollate da Palmanova le unità cinofile. Altro scenario a Norcia e dintorni, dove poco dopo mezzogiorno atterreranno le due unità cinofile partite poco fa dal quartier generale della Pc nella città stellata. Una dei gruppi di Pc comunale, l’altra del soccorso alpino. “Saremo a Preci, in Umbria, nel giro di tre ore e mezza. Purtroppo - spiega Luciano Sulli, direttore generale della Protezione civile del Fvg - pare possano esserci delle vittime”. Da Palmanova sono partiti anche due funzionari, che andranno ad dare supporto alla sala operativa di Macerata e in particolare ai centri comunali. “Siamo in collegamento costante con le zone disastrate - conclude Sulli - e vedremo con l’evolversi delle ore se ci sarà bisogno di ulteriori interventi”.
La solidarietà del Friuli. Si è rianimata stamattina spontaneamente, ben oltre le vie istituzionali. Specie dalla zona più colpita dal sisma del 1976.
Il sindaco di Gemona, Paolo Urbani, ha cercato di agganciare i sndaci delle zone terremotate poco dopo le 8. “Mi sono messo in contatto con gli amministratori di Foligno e Amatrice, ho avuto i brividi sentendoli dire "dobbiamo ricominciare tutto daccapo" perché quella drammatica sensazione l'abbiamo vissuta anche noi, 40 anni fa, con il ritorno del sisma a settembre.
Gliel’ho ricordato, invitandoli a non abbandonarsi alla disperazione e a contare sulla nostra vicinanza”.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








