Colpi in banca, presa la talpa: è un poliziotto

Un agente informava la banda sui movimenti delle forze dell’ordine. I malviventi avevano progettato una rapina a Udine

UDINE. Si chiama Giuseppe Prestigiacomo ed è la “talpa” che da quasi due anni gli uomini della squadra mobile di Udine e i militari nucleo investigativo dei carabinieri hanno inseguito in relazione al mancato colpo progettato alla Monte dei Paschi di via Marco Volpe.

È lui il poliziotto in servizio a Palermo, prima all’antirapina e poi nel reparto mobile, che avrebbe spifferato tutto al commando pronto ad agire nell’istituto di credito tra il 6 e il 7 novembre del 2014.

L’uomo è stato arrestato dalla squadra mobile di Palermo nell’ambito di un indagine, che ha preso piede proprio nel capoluogo friulano, su un gruppo di rapinatori specializzati in assalti alle banche nel nord Italia. Sei le persone in manette, tre dei quali – Pietro Madonia, Vito Leale e Guido Riccardi – già finiti in carcere per i fatti avvenuti in Friuli.

Le intercettazioni

«Vi stanno addosso, mollate tutto. La polizia sa che siete andati via da Palermo». Così Giuseppe Prestigiacomo informò la banda il 5 novembre 2014 con una telefonata a uno dei familiari dei malviventi.

Tutto fu registrato dalle intercettazioni ambientali degli inquirenti. La banda di trasfertisti palermitani stava effettuando l’ennesimo sopralluogo all’istituto del Monte dei Paschi di Siena quando fu raggiunta in auto da quella chiamata mentre si trovava in via Marangoni, a pochi passi dall’istituto di credito.

Il colpo era stato progettato in tutti i dettagli: la porta laterale era già stata manomessa ed entro 24 o 48 ore sarebbe scattato l’assalto. Il commando aveva già agito in giugno: aveva messo le mani su un patrimonio da tre milioni di euro che comprendeva il “tesoro di San Vito” con il colpo al caveau della Cassa di risparmio del Friuli Venezia Giulia di Cervignano.

In occasione della rapina progettata alla Monte dei Paschi polizia e carabinieri erano pronti a entrare in azione con una task-force per coglierli sul fatto poco prima dell’orario di chiusura della banca, giovedì 6 o venerdì 7. Ma quella telefonata cambiò tutto.

Successivamente le altre intercettazioni avevano chiarito che la “talpa” era un poliziotto. Fu nel “covo” di via Susans che i malviventi accennarono al “poliziotto” in grado di aiutarli. Quella telefonata non cambiò soltanto i piani dei rapinatori.

In poche ore polizia e carabinieri decisero che non c’era più tempo da perdere. E così con un blitz nella notte tra il 5 il 6 novembre fecero irruzione nell’appartamento arrestando Vito Leale, Pietro Madonia, Guido Riccardi, Pietro Di Maio, Francesco Paolo Albamonte, Angela Lo Vasco e Rosario Vizzini.

Gli ultimi arresti

Terminata l’operazione la Procura di Udine trasmise gli atti alla mobile di Palermo. L’indagine aveva messo in luce che la “talpa” doveva essere in servizio a Palermo. E così è stato.

Era Prestigiacomo a dare informazioni preziose sulle indagini in corso in cambio di imprecisate somme di denaro. Assieme a lui in manette sono finiti anche Rosolino Lo Iacono e Deborah De Lollis.

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