«Discriminatorio il coprifuoco per i profughi»

La Rete accoglienza Fvg contesta la proposta del prefetto al Tavolo sull’immigrazione
Bumbaca Gorizia 06_10_2016 Centro San Giuseppe, profughi © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 06_10_2016 Centro San Giuseppe, profughi © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Giovedì scorso, al Tavolo provinciale sull’immigrazione, il Prefetto, Vittorio Zappalorto, ha proposto agli enti che gestiscono i progetti di accoglienza nel Comune di Udine l’istituzione di un coprifuoco per i richiedenti asilo.

«La Rete accoglienza Fvg – nata a novembre del 2015 e formata da più di trenta, tra associazioni, cooperative, organizzazioni ed enti del terzo settore, inclusi alcuni componenti del neonato Tavolo sull’immigrazione – esprime la sua disapprovazione e profonda preoccupazione per questa proposta».

«Un simile provvedimento – si legge in una nota – sarebbe discriminatorio, perché limita senza precedenti, e in modo ingiustificato, la libertà personale di una sola categoria di persone: anche qualora vi siano problemi di ordine pubblico, che pure esistono, ma non sembrano legittimare un’iniziativa di tale gravità, per legge il provvedimento non dovrebbe essere applicabile a singole categorie di cittadini (Corte Costituzionale, sentenza numero 2 del 1956 e articolo 3 della Costituzione). Risolvere i problemi di ordine pubblico attribuendone la causa alla semplice presenza notturna dei richiedenti asilo sulle strade è un ragionamento sbagliato e semplicistico. La proposta di un coprifuoco non solo manca di indagare le cause di questi problemi – i traumi della migrazione, le condizioni precarie e talvolta insufficienti dell’accoglienza, la mancanza di una progettualità –, ma vanifica i risultati migliori che il sistema ha realizzato finora, i progetti che, come lo Sprar, valorizzano la convivenza e incoraggiano l’autonomia preservando le libertà fondamentali delle persone garantite dalla Costituzione».

«La Rete accoglienza Fvg ricorda inoltre che gli operatori sociali non sono poliziotti e auspica che il lavoro del neonato Tavolo provinciale abbia come scopo quello di rispondere alle lacune del sistema di accoglienza e coordinare le attività degli enti gestori. C’è bisogno infatti – si legge ancora nella nota – di uniformare e codificare il lavoro degli enti gestori, di stilare un codice condiviso di comportamento, di stabilire un livello minimo di garanzie. Inoltre si devono identificare e tutelare le persone vulnerabili, anche attraverso protocolli e convenzioni con il Dipartimento di salute mentale e con il Sert; è necessario implementare i percorsi di formazione, di inserimento lavorativo, di studio; infine, è indispensabile pensare ad attività ludiche e sociali, anche stipulando convezioni con le associazioni e i gruppi del territorio che si occupano di aggregazione e socializzazione, nonché con le società sportive».

La Rete accoglienza Fvg conclude: «Invitiamo, dunque, il Prefetto a rendere il Tavolo provinciale sull’immigrazione un punto di partenza per costruire un sistema di accoglienza efficace ed efficiente, nel rispetto dei diritti umani e della persona».

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto