Accoglienza profughi: via ai lavori a Tarvisio, ma il sindaco non lo sa

E' stato aperto il cantiere alla caserma Meloni. Carlantoni protesta: «Una vergogna»

UDINE. Il prefetto di Udine, Vittorio Zappalorto, lo ha definito «un sopralluogo approfondito per verificare lo stato di conservazione dell’immobile e in particolare del tetto» negando che gli operai visti ieri a Tarvisio fossero arrivati in città per dare il via alla vera e propria ristrutturazione dell’ex caserma della Guardia di finanza Meloni a due passi dal confine.

Una precisazione, quella di Zappalorto, avvenuta dopo il polverone alzatosi ieri da Tarvisio, o meglio dalla frazione di Coccau, dove la presenza di operai, furgone e teli divisori ha fatto scattare l’allarme (e pure l’ira) delle istituzioni locali.

Perché quella caserma è stata individuata, dopo il definitivo addio al progetto Lamarmora e a quello per la struttura posta direttamente sul confine di Stato, come possibile nuovo hub per migranti.

Una soluzione plausibile, tanto che a inizio mese alcuni tecnici della Protezione civile hanno già visitato la struttura – ma ieri l’assessore competente Paolo Panontin ha negato che il dipartimento regionale sia interessato dai lavori alla Meloni per i quali tra l’altro sarebbe necessario un protocollo d’intesa con il ministero – per cercare di capire il costo necessario alla messa a norma.

Al di là della tipologia dei lavori in atto, il problema, al momento, è diventato di rapporti tra istituzioni perché il sindaco di Tarvisio, Renato Carlantoni, non ne è stato informato e quando ha scoperto la presenza degli operai è andato su tutte le furie.

«È appurato ormai – ha tuonato – che in materia di immigrazione regni la confusione più totale, ma ora stiamo superando anche il limite della decenza sui corretti rapporti istituzionali visto che nessuno si è premurato di informare né il sottoscritto, pur sempre il sindaco della località interessata né, da mie informazioni, le forze dell’ordine presenti sul territorio dei lavori. Suppongo, ma oltre a questo non posso andare, che il tutto sia stato commissionato da parte della Prefettura, ma se così fosse saremmo veramente arrivati al capolinea dei rapporti di collaborazione e di lealtà istituzionale tanto richiesti proprio da Zappalorto».

Carlantoni è un fiume in piena che non si arresta. «Non sappiamo di che tipo di centro si tratti – ha continuato –, di quante persone verranno ospitate, se la struttura sarà sorvegliata o meno e se si tratta di un hub di prima accoglienza oppure soltanto di identificazione. Il tutto a pochi passi dalla ciclovia Alpe Adria, appena premiata come la migliore d’Italia, nelle cui vicinanze esiste una struttura ricettiva e ricreativa recentemente ristrutturata i cui proprietari sono fortemente preoccupati da questa situazione».

E c’è poi un altro aspetto che irrita – particolarmente – Carlantoni e cioè i crediti vantati dal Comune di Tarvisio per le spese di accoglienza relative ai minori e, al momento, non ancora saldati.

«Stiamo parlando di 531 mila euro solo per il 2015 – ha concluso –, di cui 360 mila di diretta competenza della Prefettura, cui si aggiunge la parte restante a carico della Regione, che però paga solamente dopo i versamenti ministeriali. Nonostante i solleciti più volte inviati alla Prefettura non abbiamo ancora ricevuto alcun riscontro. Basta, non è più possibile gestire l’immigrazione in modo quasi carbonaro, senza coinvolgere le istituzioni locali, saldare le somme dovute e, quindi, mettere in difficoltà i Comuni piccoli come il nostro».

Dura, infine, anche la posizione della Lega Nord locale espressa per bocca di Stefano Mazzolini.

«Il sospetto è che si stia intervenendo sulla struttura per renderla adatta a ospitare profughi – ha detto–. Se così fosse, sarebbe gravissimo e penalizzate per il Tarvisiano. Sono pronto a salire sulle barricate per impedire l’arrivo di clandestini voluto da uno Stato e una Regione che continuano a penalizzare i territori che non accettano passivamente le decisioni della sinistra».

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