Carico radioattivo bloccato all’Abs

Pozzuolo: in un vagone proveniente dalla Croazia c’era un contenitore in uranio impoverito. Effettuata la bonifica

POZZUOLO. Era stato caricato in Croazia su un treno di rottami ferrosi destinati all’Abs. A intercettare un dispositivo portasorgente, una sorta di box radioattivo, composto da uranio impoverito è stato il portale radiometrico installato all’interno delle Acciaierie Bertoli Safau di Cargnacco.

La procedura di emergenza è scattata il 4 luglio, giorno in cui la sorgente radioattiva è stata individuata. La comunicazione è stata diramata in Prefettura, all’Arpa, ai carabinieri del Noe e ai Vigili del fuoco con il nucleo Nbcr di Udine e Trieste che sono intervenuti per valutare il rischio.

«La sorgente radioattiva è stata individuata nella parte alta del vagone – precisa la delegata ambientale Abs Martina Ricetto – si trattava di un recipiente in uranio che pesava una decina di chili risalente agli anni Cinquanta e destinato a schermare la sorgente radioattiva, fortunatamente era vuoto».

Un evento che è stato classificato a lieve rischio, poichè non comportava pericoli per le persone. Il materiale radioattivo è stato stoccato nel parco rottami e isolato in attesa delle operazioni di bonifica che sono scattate nella mattinata di ieri secondo il protocollo stabilito dalla Prefetura.

Vigili del fuoco, tecnici dell’Arpa e carabinieri hanno partecipato all’operazione. Ora sarà l’Arpa ad analizzare la sorgente radioattiva che verrà affidata a una ditta specializzata per lo smaltimento.

«Non è la prima volta che individuiamo sorgenti radioattivo sui corichi di materiale ferroso giunti via treno o via camion all’Abs – puntualizza l’ingegnere chimico Martina Rizzetto – proprio per questo ci siamo dotati di un portale radiometrico di nuova generazione che effettua controlli sui rottami di ferro e acciaio provenienti da tutta Europa per evitare di introdurre sostanze radioattive nei processi produttivi.

In realtà – aggiunge – ci era già capitato di individuare limitate concentrazioni di cesio e bario, incrostazioni su pale meccaniche o attrezzature, ma è la prima volta che individuiamo la presenza di uranio».

Le verifiche effettuate all’interno dello stabilimento hanno permesso di rilevare ciò che era sfuggito a un precedente controllo del portale radiometrico alla dogana di Gorizia e di mettere il carico in sicurezza.

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