Cafc-Carniacque risparmi fino a 1,1 milioni l’anno
Dal prossimo anno la fusione Cafc-Carniacque determinerà risparmi pari a 886 mila euro, mentre nel 2018 e nel 2019, la cifra salirà, rispettivamente, a 1 milione e a 1 milione 168 mila euro. Queste le proiezioni effettutate, nei giorni scorsi, dal presidente del Cafc, Edi Gomboso, e Mauro D'Ascenzi, il vicepresidente di Utilitalia (ex FederUtility), l’associazione che riunisce a livello nazionale le imprese idriche energetiche e ambientali. In quell’occasione è stato tracciato un quadro aggiornato sulla governance unica, secondo la recente approvazione della norma regionale che prevede un’Autorità d’ambito unica regionale per la gestione del servizio idrico e dei rifiuti. Sono state fatte insomma nuove prove di aggregazioni possibili.
Particolare interesse ha suscitato il sistema di telecontrollo adottato da Cafc che monitora fino a oggi il 60 per cento degli impianti e dei punti strategici delle reti. L’impegno del Consorzio di viale Palmanova resta quello di investire ulteriormente per procedere alla copertura degli impianti con il servizio di telecontrollo che consente la supervisione, il controllo e l’acquisizione dei parametri di funzionamento in modalità continua. È possibile, inoltre, effettuare da postazione remota (centrale operativa) comandi sui singoli impianti e variazioni ai parametri di processo. Il sistema permette di visualizzare report e trend per l’analisi dei processi, per verificare il corretto funzionamento degli impianti ed effettuare studi diagnostici. Consente di eseguire un’analisi preventiva di eventuali guasti.
Nel corso del confronto è stato illustrato anche il progetto attuato dal Cafc, con la collaborazione della ditta Olos di Tavagnacco, per la gestione dei 130 mezzi, fra vetture e automezzi, in vista di un loro corretto utilizzo sia sul fronte della sicurezza sia sul fronte del risparmio che già si quantifica in 70 mila euro in meno rispetto al 2014 (670 mila euro).
Dopo il confronto con il numero due di Utilitalia, lo scenario si è spalancato sui gestori del servizio idrico della Regione, invitati a partecipare alla sessione speciale per gettare le basi di una collaborazione orami sempre più necessaria fra i gestori. Sembra inevitabile, quindi, la definizione di azione comuni con: Acegas, Consorzio di Aurisina, Iris acqua di Gorizia, acquedotto Poiana, Carniacque di Tolmezzo, Hydrogea di Pordenone, Sistema Ambiente sempre di Pordenone, Livenza-Tagliamento Acqua che sviluppa il servizio fra Veneto e Friuli (6 comuni a Venezia, 1 a Treviso, 12 a Pordenone).
Tutti i soggetti e i gestori si sono detti interessati a partecipare all’implementazione del Cento studi acqua, in collaborazione con il mondo accademico di Udine e Trieste e con l’istituto Mario Negri di Milano, per il monitoraggio costante al fine di garantire la qualità del bene primario.
Il vicepresidente di Utilitalia D’Ascenzi, in chiusura, ha elogiato la volontà di collaborazione fra i gestori: in Italia - è stato fatto notare - si contano ben 2 mila 400 gestori, in Friuli Venezia Giulia solo sette.
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