«Pronto è l’Enel», ma scatta la fregatura

Decine di segnalazioni allo sportello di Federconsumatori da parte di utenti che si sono ritrovati con un nuovo gestore
Di Alessandra Ceschia
Electricity meter
Electricity meter

Margini di guadagno risicati, concorrenza sempre più accanita. E allora nel mercato libero dell’energia elettrica e in quello della telefonia gli episodi di pratiche commerciali sleali fioccano.

Negli ultimi due mesi, agli sportelli di Federconsumatori Udine sono arrivate decine di segnalazioni. A presentarle ignari consumatori che hanno subito il medesimo raggiro. Ne dà conto Wanni Ferrari, presidente Federconsumatori Udine: «Abbiamo registrato un’attività massiccia negli ultimi due o tre mesi a causa di un operatore di un fornitore dei servizi energetici che si presenta al telefono come un dipendente dell’Enel – spiega Ferrari –. Dimostra di conoscere l’utente e la sua posizione, ma precisa che per i clienti Enel è possibile ridurre il costo della bolletta modificando il contratto. Una spiegazione che induce gli utenti a fidarsi e a rispondere alle richieste del sedicente operatore Enel».

La verità, però, è un’altra e la si scopre a distanza di settimane. «Dopo qualche tempo – prosegue Ferrari – e, purtroppo, spesso dopo la scadenza del periodo previsto per esercitare il diritto di recesso, arriva via posta ordinaria una comunicazione da un nuovo fornitore di energia che chiede all’utente di confermare le condizioni già sottoscritte nel contratto con il consenso registrato attraverso una comunicazione telefonica».

Il problema è che i 14 giorni per esercitare il diritto di recesso decorrono a partire dalla data di consegna della corrispondenza al distributore privato della posta e, a volte, quando questa viene recapitata, è già scaduto il tempo utile per recedere.

«Dietro a queste pratiche commerciali scorrette c’è una concorrenza spietata fra gestori che hanno margini di guadagno risicati – osserva Ferrari –. Spesso, infatti, vengono prospettate condizioni contrattuali particolarmente vantaggiose. In realtà, fra un fornitore a l’altro, vi sono differenze minime che raramente superano il 5 per cento. La struttura dei costi di produzione è molto rigida e ci sono oneri di sistema e imposte uguali per tutti. Ecco perché, quando i promotori offrono contratti che consentono risparmi del 30 o 40 per cento, fanno una pubblicità ingannevole».

In ogni caso, non appena l’utente riceve la comunicazione che lo informa della sottoscrizione di un nuovo contratto può rivolgersi agli sportelli di Federconsumatori e contestare la nullità del contratto per vizio di forma.

Problemi simili si manifestano sul fronte della telefonia.

«Le segnalazioni più ricorrenti in questo settore riguardano l’attivazione di servizi aggiuntivi al piano tariffario che non erano stati annunciati all’atto della sottoscrizione del contratto – riepiloga Ferrari – si tratta di condizioni che normalmente vengono specificate nel contratto in caratteri minuscoli. Per risolvere queste vertenze normalmente ricorriamo alla conciliazione con un discreto successo. Purtroppo, però, gli utenti preferiscono pagare e solo il 15 o 20 per cento decide di ricorrere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto