Dopo le cure, gli animali ritrovano i boschi della Carnia

Tre caprioli sono stati rimessi in libertà a Socchieve dalla Forestale davanti agli alunni delle elementari

SOCCHIEVE. Tre caprioli ieri hanno riconquistato la libertà in località Lago di Nonta, a Socchieve, dopo le cure ricevute al “Centro di recupero ungulati selvatici in difficoltà” a Cucco di Malborghetto-Valbruna.

È la prima volta che vengono rilasciati in Carnia ungulati rimessi in forze da tale importante struttura. All’occasione speciale hanno potuto assistere gli alunni delle classi quarte e quinte della scuola primaria di Ampezzo-Mediis.

I bambini hanno osservato con attenzione ed emozione sia i primi passi cauti dei caprioli appena liberati dal Corpo Forestale dello Stato di Tarvisio assieme al veterinario che collabora con esso da quasi 20 anni, Albino Toson, sia i balzi via via più decisi con cui hanno attraversato la grande piana per poi dileguarsi nel bosco.

Il centro di Cucco accoglie ungulati feriti o debilitati rinvenuti in Alto Friuli e funziona grazie ai fondi stanziati dalla Provincia. Ora che la Regione si appresta ad assumere anche tali competenze, l’imperativo è la salvaguardia anche futura di un punto di riferimento così prezioso.

Sono guariti e saranno liberati

I tre caprioli liberati ieri sono due maschi e una femmina. Hanno un anno di età: due erano stati vittime di incidenti stradali, uno era stato fortemente debilitato dall’inverno.

I tre animali, prima di essere liberati, sono stati muniti di una targhetta auricolare colorata che li rende visibili a distanza per ammonire i cacciatori a non sparare.

Entusiasti per l’esperienza alunni e maestre che hanno ringraziato il Corpo Forestale e Toson per averli fatti assistere all’evento. A scuola lavorano molto sull’aspetto naturalistico della zona.

Presente anche il sindaco, Coriglio Zanier. Dario De Martin, sovrintendente capo del Corpo Forestale dello Stato di Tarvisio,e Toson hanno evidenziato l’opera instancabile della signora Ilse: da ben 42 anni si occupa della fauna che viene ricoverata al centro di Cucco, è reperibile 24 ore su 24, 365 giorni l’anno.

Specie i piccoli richiedono cure costanti. Toson ricorda un cucciolo di cervo che due anni fa beveva ben 5 litri di latte al giorno. Ancora troppi cuccioli arrivano al centro di Cucco perché raccolti da persone che credono siano stati abbandonati dalla madre.

De Martin ribadisce:non toccare e raccogliere assolutamente i piccoli di capriolo o di cervo, altrimenti la madre li rifiuterà. Meglio avvisare le autorità competenti.

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