Caprioli, cervi, cinghiali: sulle strade è una strage

Udine, sono stati 249 gli incidenti provocati lo scorso anno in provincia dalla fauna selvatica. Chiesti rimborsi per oltre 660 mila euro. Danneggiate seriamente anche le colture

UDINE. Sono 249 i cittadini che, nel 2015, hanno presentato richiesta di risarcimento per incidenti stradali causati dalla fauna selvatica agli uffici della Provincia. Caprioli, cervi, cinghiali e altri ancora che, attraversando la strada all’improvviso, hanno causato danni per 664.901 euro.

E sono molte anche le colture rovinate dal passaggio degli animali selvatici, con richieste di indennizzo pari a 161 mila euro. Nei primi mesi di quest’anno, invece, gli incidenti denunciati sono stati 62 con una richiesta di risarcimento di 165 mila euro.

«Sommando i trasferimenti regionali a contributi propri – spiega l’assessore provinciale alla Caccia e pesca Marco Quai – riusciamo a risarcire il 70% circa del danno reale causato agli automobilisti».

Somme che, comunque, sono state finora girate ai diretti interessati l’anno successivo. A regolamentare i risarcimenti è l’articolo 10 della legge regionale 6 del 2008, che prevede «un rimborso massimo dell’80 per cento» ricorda l’assessore Quai.

Nel 2008 la Regione, per finanziare gli indennizzi, ha istituito un fondo nel quale ha fatto confluire la tassa governativa – di 84 euro – che viene versata dai 6 mila cacciatori della provincia di Udine. E nonostante questo “tesoretto” i trasferimenti della Regione sono nettamente inferiori.

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«Nel 2013 i fondi sono stati ridotti da 500 mila a 150 mila, mentre nel 2015 sono stati “girati” 150 mila euro a inizio anno, somma poi integrata con altri 250 mila l’autunno successivo» sottolinea Quai, che ricorda pure che a breve le competenze per il settore caccia e pesca passessaranno direttamente in mano alla Regione.

Gli automobilisti vittime di incidenti con animali selvatici sono in aumento. Se nel 2015 sono stati 249, nel 2014 se ne contavano 220 e 227 nel 2013. Mentre nel 2016 sono stati finora 62. L’anno scorso il 68% degli incidenti aveva visto il coinvolgimento di caprioli, il 15% di cervi e l’11% di cinghiali.

Ma sono stati investiti anche lepri, tassi, fagiani, volpi e persino una pernice. Un fenomeno che ha interessato l’intero territorio provinciale. Dalle valli del Natisone e del Torre a Remanzacco, Buttrio, Corno di Rosazzo, San Giovanni al Natisone e Manzano. Dalla Carnia alla Bassa friulana con Aquileia, ancora da Udine al Medio Friuli.

I danni all’agricoltura, invece, sono liquidati più celermente, anche se nemmeno qui nella loro interezza.

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«Per le colture, infatti, il pagamento avviene quasi in tempo reale – conferma Quai – dal momento che la legge (la regionale 6 del 2008) lo considera un danno privilegiato. I coltivatori diretti hanno l’obbligo di segnalare i danneggiamenti subìti alla Provincia entro 10 giorni da quando si verificano, quindi un nostro funzionario esegue la perizia e in stretto giro si liquida il danno».

L’anno scorso dei 161 mila euro chiesti, ne sono stati risarciti 46 mila. Quanto ai rimborsi per le colture danneggiate, «la Regione applica il regolamento comunitario per gli aiuti “de minimis” sui risarcimenti all’agricoltura – contesta l’assessore – fissando un tetto di 15 mila euro per ciascuna azienda. Una soglia che può essere applicata in tema di aiuti, ma non per i risarcimenti. Alcune aziende, infatti, come noi verifichiamo compiendo sopralluoghi, vengono ripetutamente prese di mira dalla fauna selvatica».

I cinghiali risultano i principali responsabili delle rovine alle colture, ma danni sono stati compiuti anche da cornacchie, lepri, caprioli, nutrie, volpi, cervi, merli e storni.

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