Ospedale, arrivano 73 nuovi infermieri

Gorizia: l’Azienda sanitaria Bassa friulana-Isontina assumerà entro giugno per garantire al personale, ormai insufficiente, le ferie estive
Bumbaca Gorizia 16.01.2008 Ospedale San Giovanni terrazze - Foto di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 16.01.2008 Ospedale San Giovanni terrazze - Foto di Pierluigi Bumbaca

GORIZIA. Dalla manovra assunzioni approvata l’altro ieri dall’Azienda sanitaria Bassa Friulana-Isontina arriva una boccata d’ossigeno per il comparto assistenziale, da tempo in grave affanno al punto che i vertici del Nursind, sindacato delle professioni infermieristiche, avevano minacciato addirittura mandare gli ispettori del lavoro, ricorrere alla Procura della Repubblica e portare i massimi rappresentanti aziendali davanti a un giudice.

Nodo del contendere, una carenza di organico in Azienda di 86 infermieri e indennità tagliate al personale afferente ai servizi di Pronto soccorso ed emergenza territoriale.

Come ha affermato ieri mattina il direttore generale Giovanni Pilati, affiancato dalla responsabile del personale Elena Cussigh, è stata deliberata l’assunzione a tempo determinato (per un anno) di 73 nuovi infermieri, che dovrebbero entrare in servizio a partire dai primi di giugno.

La tempistica non è casuale: con gli attuali organici alcuni settori ospedalieri non sarebbero stati in grado di garantire il godimento delle ferie estive.

Queste 73 unità vanno ad aggiungersi ai 42 operatori già contrattualizzati nel corso dell’anno. Il totale delle assunzioni per il 2016 ammonta, pertanto, a 115. In giugno, gli operatori del comparto assistenziale saranno in tutto 2.368, 59 in più – ha rimarcato Pilati – rispetto ai 2.309 del dicembre del 2014, allorchè l’azienda Isontina si era fusa con quella della Bassa Friulana.

Un organico che era pericolosamente sceso a 2.253 unità alla fine del 2015 dopodichè ha cominciato gradualmente a riprendere quota, pur mantenendosi a livelli giudicati largamente insufficienti dai sindacati e dagli stessi infermieri. La carenza di organico investe attualmente soprattutto Palmanova, dove secondo il Nursind mancano 29 infermieri, e Latisana, dove ne mancano una ventina.

Da aprile, inoltre, l’indennità è stata a tolta, decurtando dalla busta paga degli infermieri coinvolti un migliaio di euro l’anno, e non sono cifre trascurabili per dipendenti che vengono retribuiti sulla base di un contratto bloccato al 2009. Problema, questo, che non è stato affrontato nel corso della conferenza stampa di ieri.

Come dicevamo, i sindacati hanno scritto, al riguardo, una lettera a Pilati preannunciando in tempi brevi l’intento di adire a vie legali e di far ricorso a una diffida.

“I 73 “nuovi arrivi” di giugno andranno a rafforzare – ha precisato il direttore generale dell’Ass – i reparti dove la situazione è più pesante, vale a dire i Pronto soccorso, le aree mediche e la Rsa. Dei 115 infermieri assunti nel 2016, inoltre, una trentina saranno destinati ai servizi dell’assistenza primaria e della riabilitazione. Come sempre le assunzioni saranno spalmate sulle quattro sedi e verranno tamponate per prime le falle più vistose, ovvero quelle di Palmanova e Latisana, ma poiché anche Gorizia e Monfalcone di certo non se la passano bene (al Pronto soccorso del San Giovanni di Dio ci sono, tanto per fare un esempio, infermieri con 150 ore di straordinari arretrati e 50/70 giorni di ferie non godute, e proprio in questi giorni una loro rappresentanza si è incontrata due volte con i sindacati) «si cercherà di intervenire man mano – così si è espresso Pilati – nelle aree più critiche».

È stata infine annunciata dal direttore generale dell’Ass2 Bassa Friulana-Isontina l’intenzione di incrementare a breve la dotazione di fisioterapisti con 12 nuove assunzioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti:lavoro

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto