Cooperazione c’è il corso di laurea in via Alviano

L’immigrazione diventa una risorsa e arricchisce l’offerta formativa dell’Università di Gorizia. Dal prossimo anno accademico 2016-2017, infatti, sarà attivato nel Polo di via Alviano, da parte del...
Di Vincenzo Compagnone
Bumbaca Gorizia 03.10.2015 Collina Università via Alviano Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 03.10.2015 Collina Università via Alviano Fotografia di Pierluigi Bumbaca

L’immigrazione diventa una risorsa e arricchisce l’offerta formativa dell’Università di Gorizia. Dal prossimo anno accademico 2016-2017, infatti, sarà attivato nel Polo di via Alviano, da parte del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Trieste, un nuovo corso di laurea magistrale in diplomazia e cooperazione internazionale, che si avvarrà, tra l’altro, di attività di stage e tirocinio nella Prefettura di Gorizia e nella Commissione territoriale per la protezione internazionale, che esamina le domande dei migranti richiedenti asilo. Già da gennaio questo organismo, in virtù di un protocollo siglato con l’Ateneo triestino, ospita alcuni tirocinanti: l’intesa sarà poi perfezionata nei prossimi mesi con la stipula di una convenzione vera e propria. Il nuovo corso di laurea è stato presentato ieri mattina, nell’aula magna del Polo di via Alviano, agli studenti che stanno frequentando il triennio del Dipartimento, terminato il quale, dal prossimo settembre, si troveranno di fronte a un bivio: intraprendere la strada della laurea in Scienze diplomatiche e internazionali (il corso che, nato quadriennale 25 anni fa, segnò di fatto lo sbarco dell’Università a Gorizia rappresentando per diverso tempo un unicum, poi replicato da altri atenei italiani) oppure optare per il nuovo corso ideato – come ha rimarcato il coordinatore, professor Georg Meyr – sulla spinta di un riadattamento alla realtà nazionale e internazionale.

«La componente della cooperazione internazionale – ha aggiunto Meyr – consentirà di essere più attrattivi nei confronti di chi esce dal ciclo di studi triennale e di chi proviene anche da altri atenei».

«Il corso – ha sottolineato la professoressa Sara Tonolo, direttore del Dipartimento di Scienze e politiche sociali dell’università di Trieste – mira a formare figure professionali da inserire nella diplomazia, nelle organizzazioni internazionali, nelle pubbliche amministrazioni e nella rete di organismi e associazioni non governative operanti nel settore della cooperazione internazionale».

Alla presentazione sono intervenuti il prefetto di Gorizia Isabella Alberti con il viceprefetto Antonino Gulletta, il dottor Massimo Mauro, presidente della Commissione territoriale per la protezione internazionale e il dottor Matteo Valentinuz dell’Unhr (Alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati) che supporta il lavoro della Commissione.

Alberti e Gulletta hanno sottolineato come il piccolo territorio goriziano sia un autentico crogiolo di competenze in tema di immigrazione (con la presenza della Commissione e del Cara di Gradisca) illustrando le dinamiche dell’accoglienza e del processo di integrazione e inserimento degli stranieri. Il prefetto ha, inoltre rimarcato la necessità che si addivenga il più presto possibile a norme comuni europee in tema di diritto d’asilo, «perché non è possibile – ha rilevato – che ogni Stato vada per conto proprio».

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