Uti, sciolte le riserve si può partire

Oggi i dodici sindaci che hanno sottoscritto lo statuto prepareranno l’assemblea
Bumbaca Gorizia 21.08.2015 Comune, riunione UTI Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 21.08.2015 Comune, riunione UTI Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Dopo tanto parlare, qualcosa si muove sul fronte delle Uti, in questo caso per quella denominata “Collio-Alto Isonzo” che conterrà anche il capoluogo isontino.

Oggi infatti i sindaci dei dodici Comuni che hanno sottoscritto lo statuto, (Capriva del Friuli, Cormòns, Farra d’Isonzo, Gorizia, Gradisca d'Isonzo, Mariano del Friuli, Medea, Moraro, Mossa, Romans d’Isonzo, San Lorenzo Isontino e Villesse) si ritroveranno a San Lorenzo Isontino per “preparare” l’assemblea e decidere in via definitiva le funzioni che saranno trasferite all’Unione territoriale intercomunale in questione.

Al momento sono escluse dal “calderone” amministrativo, ancora piuttosto misterioso, i Comuni di Savogna d’Isonzo, Dolegna del Collio e San Floriano del Collio, dato che non hanno aderito allo statuto.

Entro domani, infatti, il sindaco del Comune più popoloso, ovvero Gorizia, dovrà spedire la convocazione ufficiale per l’incontro, da svolgersi entro il 26 di questo mese, entro il quale si dovrà eleggere il primo presidente dell’Uti, operazione che, di fatto, segnerà l’avvio di questa nuova istituzione che gestirà molti settori del territorio dell’Alto Isontino, “sottraendoli” ai singoli Comuni.

Il passaggio delle prime funzioni avverrà entro il primo luglio prossimo e “testerà” la nuova macchina amministrativa che “ragionerà” non più in termini di confini comunali ma di ambito territoriale.

Il personale dei settori interessati non saranno più suddivisi per Comune ma dipenderanno dall’Uti così come la loro attività che, come detto, si svolgerà su tutto l’ambito.

Oggi i sindaci decideranno quali funzioni potrebbero essere trasferite fin dall’inizio anche alla luce delle trattative ancora in corso con la Regione per rendere meno problematico possibile il delicato passaggio da un sistema all’altro.

Romoli, ad esempio, il mese scorso aveva prospettato alla presidente Serracchiani una serie di difficoltà che, nell’ottica del primo cittadino, sarebbero state affrontare meglio con un’entrata in vigore delle Uti nel 2017.

Come spesso capita, intanto ci sono leggi, poi come queste troveranno applicazione è tutto un altro paio di maniche. Lo statuto era stato accompagnato da un clima di collaborazione e unità d’intenti, ma non senza un primo motivo di dibattito e anche di contrasto, ovvero la scelta di utilizzare solo l’italiano (e non lo sloveno ed il friulano) per l’intestazione ufficiale della Uti e per il testo dello statuto.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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