Malore sul sentiero, addio al generale Vicario

Remanzacco: stava camminando sul Monte Mia, a Pulfero. Era stato vice comandante della Julia. Il sindaco: persona disponibile e preziosa
Di Lucia Aviani

REMANZACCO. Insieme a due amici stava rientrando da una camminata sul Monte Mia, in Comune di Pulfero, ma a una decina di minuti dalla fine del sentiero - ormai in prossimità della frazione di Stupizza - è stato colto da un malore che non gli ha lasciato scampo. Se ne è andato così, stroncato da un infarto, il generale Romeo Vicario, 63 anni, già vice comandante della Brigata Alpina Julia ed esperto pilota di elicotteri.

L’incidente si è verificato ieri pomeriggio, poco prima delle 16. L’ufficiale, da qualche tempo in pensione, risiedeva a Ziracco di Remanzacco ed era molto conosciuto, sul territorio comunale, anche in ragione del suo ruolo di capogruppo della locale sezione alpina. Delle due persone che erano con lui al momento del dramma, uno è infermiere: la sua esperienza, però, non è bastata a salvare Vicario. Le manovre di primo soccorso non sono riuscite a contrastare l’attacco cardiaco: all’arrivo del 118, immediatamente allertato e sopraggiunto con l’elicottero, il generale era ormai senza vita. Sul posto anche i carabinieri della Compagnia di Cividale.

L’uomo lascia la moglie, Livia Diplotti, e una figlia, Silvia, diplomata al Conservatorio e di recente entrata nell’organico della Scala di Milano. La salma è stata composta nella cella mortuaria di Brischis.

Uno dei primi ad apprendere la triste notizia è stato il presidente di Confartigianato Fvg, Graziano Tilatti, che aveva visto Romeo Vicario proprio in mattinata, al momento della partenza per la gita in montagna. «L’ho incontrato per caso, era con amici – conferma Tilatti, sconvolto –. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere: stavano discutendo sulla meta da scegliere per l’escursione. Era – ricorda – l’orgoglio del paese. Diplomatosi perito elettrotecnico al Malignani di Udine, tentò subito il concorso per l’Accademia e lo vinse. Successivamente fece il corso di elicotterista: comandò, fra l’altro, gli stormi di Bolzano e Casarsa».

Sconcertata anche Daniela Briz, sindaco di Remanzacco, che conosceva molto bene Vicario. «Non trovo le parole», ha detto in serata, incredula. «Ci eravamo trovati a una riunione giovedì – dice –, per pianificare le iniziative e le attività da predisporre in vista del passaggio per Ziracco del Giro d’Italia. Le penne nere hanno offerto la loro disponibilità e ci stanno dando una grossa mano; fra l’altro – aggiunge – il gruppo alpini di Ziracco si sta apprestando a festeggiare l’80° della propria fondazione: il generale era molto preso dai preparativi, teneva tanto alla ricorrenza. Era – commenta ancora il primo cittadino, esternando il cordoglio personale e dell’intera comunità – una figura estremamente disponibile e partecipe, collaborativa, puntigliosa, attenta alla vita del paese. Un uomo prezioso, sensibile e pieno di interessi culturali, musicali in primis. Superfluo citare, poi, il suo forte legame con il mondo dell’alpinità. Era stato, per portare solo un esempio, una delle anime dell’iniziativa di commemorazione del centenario della Grande Guerra promossa a Remanzacco tempo addietro».

E a proposito di memorie belliche, non si può non citare la madre di Vicario, Rosalia Bassi, 89enne: durante il rastrellamento di Campeglio si offrì ai tedeschi al posto della sorellina minore. Deportata in Germania e costretta ai lavori forzati, fu una delle pochissime a sopravvivere.

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