Rivoluzione al pronto soccorso, ci sarà un tetto ai tempi d’attesa

In Fvg cambiano i codici e anche per i meno urgenti non si dovrà aspettare all’infinito. Obbligo di rivalutazione delle diagnosi. Spazi d’accoglienza per anziani e disabili

UDINE. Dopo quindici anni si cambia. Alla luce dei limiti e delle criticità che affliggono il sistema dell’emergenza, soprattutto dei pronto soccorso, anche in Friuli Venezia Giulia, il primo passo è l’aggiornamento delle linee guida dei triage ospedaliero - cambiano i codici di priorità, non più bianco, verde, giallo e rosso, ma da 1 a 5 in ordine decrescente di gravità - e il “tetto” alle attese.

Anche per i pazienti meno gravi, gli attuali codici bianchi, buona parte dei quali “impropri” per un pronto soccorso. A tracciare il percorso di cambiamento che coinvolgerà tutte le regioni, è il ministero della Salute con il pool di tecnici che hanno lavorato alla stesura delle linee guida breve al vaglio della Conferenza Stato-Regioni.

Il triage

Il triage, ovvero la valutazione del paziente nel momento stesso in cui arriva in pronto soccorso è stata la risposta che il sistema sanitario ha cercato di dare al fenomeno della domanda, in forte crescita, di prestazioni da parte dei cittadini ai pronto soccorso.

Prima del triage mancava una valutazione puntale delle condizioni della persona che si recava in pronto soccorso, poi ad ogni utente è stato assegnato un colore identificativo della priorità di accesso alle cure: bianco, il più basso non urgente, verde, giallo, urgente, rosso, emergenza. Il triage non riduce i tempi di attesa dei pazienti, ma li ridistribuisce a favore di chi ha necessità di interventi in emergenza e urgenza.

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Il presidente Anticorruzione Raffaele Cantone durante il forum sulla Legalit?? organizzato dall'agenzia ANSA, Roma, 21 maggio 2015. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Il nuovo modello

La riforma adotta un diverso sistema di codifica a 5 codici numerici di priorità che meglio definiscono le condizioni cliniche del paziente e consentono di individuare meglio le situazioni di urgenza, urgenza differibile, urgenza minore, non urgenza.

Per ogni codice viene indicato il tempo massimo di attesa per l’accesso alle aree di trattamento. Quindi un paziente in codice 1 (emergenza), con funzioni vitali a rischio, avrà un accesso immediato alle cure; un codice 2 (urgente) che presenta un rischio di compromissione delle funzioni vitali, è stabile ma a rischio evolutivo, potrà attendere ma non più di 15 minuti; l’urgenza differibile, e quindi un paziente stabile, anche se sofferente, che richiede prestazioni complesse, dovrà essere trattato entro 60 minuti.

Un paziente in codice 4, (urgenza minore) in condizioni stabili che richiede una prestazione diagnostica o specialistica, potrà attendere non più di 120 minuti. Infine anche il paziente non urgente avrà un limite all’attesa: non più di 240 minuti.

Codici rivalutabili

Non è detto, poi, che un paziente a cui il triage assegna, ad esempio, un codice 5, non possa vedersi modificata la priorità. Le linee guida prevedono che i pazienti in attesa vengano periodicamente rivalutati per confermare, o modificare, il codice loro assegnato.

Il libro dei sogni

Una parte delle linee guida ministeriali assomiglia un po’ al libro dei sogni. Accade laddove chiede che vengano individuate aree per l’accoglienza, spazi post triage per i bambini, gli anziani e i disabili, sale d’attesa adeguate per i pazienti autosufficienti e i loro accompagnatori.

E anche nel capitolo in cui propone di «individuare percorsi sperati clinico-organizzativi diversi in base alle priorità», che richiedono team sanitari distinti da quelli dei pronto soccorso e del dipartimento di emergenza. La Toscana ha sperimentato il “see and treat”, modello di risposta assistenziale alle urgenze minori che ha consentito di ridurre sia le attese che i tempi di permanenza in pronto soccorso.

In Fvg oggi

Nei 17 pronto soccorsi del Fvg si registrano ogni anno circa 450 mila accessi, di cui circa la metà sono codici bianchi.

I tempi di attesa sono ovviamente diversi a seconda della priorità e ormai da un anno i cittadini possono conoscere in tempo reale quali siano i tempi di attesa di ogni singolo pronto soccorso collegandosi al sito internet dedicato (servizionline.sanita.fvg.it/psonline/#/index), anche attraverso il portale di ogni Azienda per l’assistenza sanitaria.

In questo modo, sulla base del tipo di bisogno sanitario (ad eccezione evidentemente delle situazioni urgenti o dell’intervento dell’ambulanza del 118) il cittadino può scegliere in quale struttura recarsi avendo un’idea dell’attesa.

Domani

«Non siamo all’anno zero - ricorda l’assessore regionale alla Salute Maria Sandra Telesca -. Per quel che riguarda la risposta in emergenza, l’istituzione della centrale operativa unica del 118 va in questa direzione, e garantirà risposte finalmente univoche in tutta la Regione.

Per quel che riguarda l’accoglienza in pronto soccorso, abbiamo già avviato una sperimentazione su Trieste e su Udine e alcuni dei capitoli della riforma, non ultimo quello dei Centri di cure primarie e delle Aft, Aggregazioni funzionali territoriali, vanno nella direzione di alleggerire i reparti di emergenza dalla pressione impropria degli attuali codici bianchi. Detto ciò - conclude Telesca - siamo pronti ad adottare le nuove codifiche».

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