Mozione bipartisan sulla guerra dell’acqua

Il documento chiede lo stop all’iter della legge per la riorganizzazione del servizio idrico integrato
Bumbaca Gorizia 07.03.2016 Consiglio Comunale sui MuseiI © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 07.03.2016 Consiglio Comunale sui MuseiI © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Una mozione per chiedere lo stop all’iter della proposta di legge regionale che prevede la riorganizzazione del servizio idrico integrato.

Il documento è stato depositato nelle scorse ore dal capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Fabio Gentile, ed è già stato sottoscritto da Francesco Del Sordi e Alessio Zorzenon (Fdi-An), Fabrizio Oreti (civica Per Gorizia), Alessandro Tavella, Franco Hassek e Giovanni Bressan (Popolo di Gorizia) e dall’Idv Stefano Abrami. Una mozione bipartisan, dunque, che mira a tutelare la Consulta d’ambito per il servizio idrico integrato (Cato) goriziana, «l’unica in tutta la regione a essere riuscita a finanziare interamente, attraverso il project financing, il proprio piano d’ambito – ha spiegato Gentile –, capace di raggiungere un elevato livello di investimenti programmati ed effettivamente realizzati, rispetto alla media nazionale».

I sottoscrittori della mozione, pur condividendo l’idea di istituire un’unica Autorità regionale che si occupi d’acqua e rifiuti, contestano l’assenza di un riferimento alla governance e all’articolazione territoriale, «che rischia di minare l’equilibrio tra le Cato oggi presenti», ha evidenziato Gentile.

Duro anche Del Sordi, che ha parlato di «guerra dell’acqua in pieno corso di svolgimento. Ancora una volta Gorizia appare sacrificabile, come accaduto per la sanità e per mille altre questioni: colpisce, il silenzio della Provincia, mentre appare evidente che la Regione abbia voluto attuare una sorta di blitz, evitando di ascoltare gli enti locali».

L’assessore alla Tutela ambientale ha ricordato come la proposta di legge si occupi anche del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, «partita sulla quale esistono molteplici interessi: anche in questo caso la regione viaggia a più velocità e Gorizia, tra le province più virtuose, rischia di essere penalizzata».

Oreti ha invece rimarcato come la proposta di legge «tolga potere decisionale ai sindaci isontini, oltre a spostare altrove il personale e la sede del Cato. C’è stato poco tempo per il dibattito, ma appare poco onesto voler risolvere in venti giorni una questione di questa portata». La mozione verrà con tutta probabilità discussa in aula dopo l’approvazione in Consiglio regionale della proposta di legge, prevista per il 30 marzo. (chr.s.)

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