La storia di Eros: combattere e vincere sulla sedia a rotelle
CODROIPO. La paura di non farcela. Quando sei lì, disteso immobile, sopra un letto d’ospedale. Da 28 mesi. Guardi il soffitto e ripensi all’incidente in cui ha perso la vita il tuo amico Andrea.
Era un venerdì sera, stavate andando in discoteca in macchina. E poi il buio. A quell’incidente Eros Scuz è sopravvissuto. E ieri la sua storia l’ha raccontata a 150 studenti delle terze medie di Codroipo.
«Avevo paura di non avere il carattere per combattere seduto sopra una sedia a rotelle - ha affermato -. Quando sono uscito, mi sono guardato allo specchio e mi sono detto che non ero un assassino e così mi sono tirato su le maniche. Ho iniziato a giocare a tennistavolo e ho capito che la vita è bella e che in qualsiasi caso merita di essere vissuta». Eros adesso è lo skip del curling Club Claut. «Ricordatevi - ha detto agli studenti – di non dire mai a “me non può succedere”. A me è successo».
Storia di chi ha trovato nello sport il modo per dare un senso alla propria vita. E proprio sul tema della riabilitazione fisica e psicologica attraverso lo sport a seguito di una disabilità acquisita o congenita si è concentrata la conferenza “AltoVoltaggio” (la prima di un ciclo di quattro incontri) promossa da “Lam! Project”, in partnership con l’Università di Udine e la Bcc di Manzano. Storie come quella dell’handbiker Cristiano Picco, 36enne di Bordano.
Fu salvato da un cane –15 anni fa – che lo trovò all’alba dentro un fossato a lato di una strada di campagna. Là ci aveva trascorso la notte dopo aver perso il controllo della moto. «Non sentivo più le gambe - ha raccontato -. Sapevo che mi ero fatto molto male e quando ho visto i miei genitori in pronto soccorso mi sono sentito in dovere di chiedere loro scusa». Adesso percorre mille chilometri in bicicletta al mese – mai ci rinuncerebbe, ha riferito, nonostante il dolore alle braccia per l’eccessivo allenamento – e ha vinto la maratona di Venezia.
O come quella di Rosanna Menazzi. Aveva 17 anni quando cadde dall’altalena mentre era in vacanza. Si chiuse in casa anni per evitare lo sguardo della gente. Poi trovò la grinta per ripartire. Ora è la campionessa della nazionale italiana di curling wheelchair.
Rinascite, quelle di Eros, Cristiano e Rosanna, così come quelle di Gianluca Pagani e Roberto Toso, tutti componenti dell’associazione sportiva "Basket e non solo”. Dopo l’incontro si è svolta una partita a basket integrato e alcuni degli studenti hanno provato a giocare seduti sulla carrozzina. A monitorare l’appuntamento il professore e allenatore di basket Claudio Bardini. Fra gli ospiti il presidente della Consulta disabili Fvg, Vincenzo Zoccano, Vittorino Pagani e Paola Zelanda di “Basket e non solo”, gli esperti della sezione Polizia stradale di Udine con l'ispettore capo Carlo Piraneo e il sovrintendente Massimo Orlando (“Due ruote sicure”).
Storie di coraggio. Eppure ancora troppi sono gli ostacoli che devono superare ogni giorno i disabili. E uno l’hanno incontrato proprio ieri. Perché in auditorium non c’era una pedana per consentire loro di salire sul palco. Si cominci da qui.
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