Ai funerali di Melilla l’omaggio dello sport al campione del basket

La cerimonia sarà celebrata giovedì nella chiesa di San Quirino. Intanto dal web l’idea d’intitolargli il palazzetto di via Marangoni

UDINE. Ci sarà tutto il mondo del basket e dello sport friulano e nazionale ai funerali del coach Giulio Melilla, in programma giovedì, alle 15.30, nella chiesa di San Quirino, in via Gemona. Per chi lo vorrà, inoltre, sarà possibile portare all’ex giocatore e allenatore un saluto più privato nella camera ardente aperta da oggi in via Chiusaforte.

Melilla ha cessato di vivere lunedì, all’ospedale di Udine, dove si trovava ricoverato da una settimana per una grave emorragia cerebrale, che non gli ha lasciato scampo. Le sue condizioni erano state ritenute disperate da subito. Ma lui, dal letto della Terapia intensiva, è riuscito a fare un ultimo regalo: ha donato i propri organi e l’annuncio è stato dato dalle sue due figlie.

Per giorni, sulla pagina Facebook “Quelli che... Amano Giulio Melilla” e sul sito internet del Messaggero Veneto si sono susseguiti post, pensieri, immagini e frasi di amici, ex compagni e allievi, che a modo loro hanno voluto dare un segnale di presenza a lui e ai suoi cari, esortandolo fino all’ultimo a lottare per la sfida più difficile.

Sabato sera un gruppo di amici ha organizzato anche un momento di preghiera nella chiesa dell’ospedale, assieme a uno dei cappellani del nosocomio, che ha affidato i loro pensieri direttamente alla Madonna. Tutti avevano anche una maglietta, con la sua foto e una frase di incoraggiamento e non mollare.

Ma la gloria del basket italiano, amatissimo a Udine e Pordenone, alla fine, ha perso la partita. La notizia della sua morte si è sparsa velocemente e tutti si sono stretti attorno alla sua famiglia e, in particolare, alle figlie Cristina e Barbara.

Giulio Melilla ha davvero vissuto a grande velocità la propria vita, dedicata praticamente tutta allo sport e al suo amato basket. Era nato a San Severo, in Puglia, nel dicembre 1944, era cresciuto sui campetti di Ortona, città alla quale è rimasto sempre legato.

Un legame ripagato. A ottobre, infatti, era stato chiamato per festeggiare il sessantesimo anniversario della squadra di pallacanestro locale, che in questi giorni ha inviato messaggi e foto all’amatissimo coach.

Il suo avvicinamento al Friuli era iniziato negli anni Sessanta, e qui ha giocato e allenato per quarant’anni, insegnando a tanti giovani e studenti quello che era per lui il basket. E a Udine, quindi, ha terminato la sua partita, proprio sulla sirena quando l’ultimo tiro vin

cente non è riuscito a entrare a canestro. Ma lui di canestri ne aveva già segnati tanti, indimenticabili per molti. E c’è già chi, a poche ore dalla sua scomparsa, ha lanciato sul web l’idea di intitolare proprio a lui il palazzetto di via Marangoni. «Mi piacerebbe – scrive Andrea Toneatto – andare a vedere lo sport al PalaMelilla. Spero che molti la pensino come me».

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