Il Fvg terra d’anziani, ma sempre di più rimangono al lavoro

La regione al quarto posto in Europa per incidenza della terza età. Salgono gli occupati over 65. I pensionati ricchi nel Friuli centrale
10/05/2011 Roma, Forum della Pubblica Amministrazione 2011. Nella foto lo stand dell' INPS
10/05/2011 Roma, Forum della Pubblica Amministrazione 2011. Nella foto lo stand dell' INPS

UDINE. Il Fvg è la quarta regione più anziana d’Europa. Con il 24,7 per cento di ultra 65enni è dietro soltanto a Liguria (27,7 per cento), Chemnitz in Germania (26,3 per cento) e Ipeiros in Grecia (24,8 per cento). Fra le città, Trieste si piazza al 14° posto per anzianità nel continente.

Lo studio condotto da Gianluca Masotti, Chiara Cristini, Paolo Molinari e Alessandro Russo dell’Ires Fvg su dati Eurostat, Istat, Inps e del Mef, evidenzia anche la dinamica dei residenti ultrasessantacinquenni tra il 2005 e il 2015: le donne passano da 161 mila 600 a 177 mila 600 (più 9,9 per cento) e gli uomini da 105 mila 800 a 130 mila 400 unità (più 23,3 per cento).

Il Fvg è una regione divisa a metà poiché l’area triestino-goriziana invecchia di più rispetto a quella friulana. La quota di ultra 65enni nell’Uti Giuliana (28,4 per cento) e nelle due Uti goriziane (26,8 per cento Alto Isontino e 25,8 per cento Basso Isontino) è superiore o in linea con quella delle Uti montane del Friuli (26,8 per cento Carnia, 26,4 per cento Canal del Ferro–Val Canale e 26,1 per cento Torre).

La provincia di Pordenone mostra la minore incidenza strutturale di anziani (22,4 per cento), ma la loro più alta dinamica di crescita nell’ultimo decennio (più 21,2 per cento).

La Destra Tagliamento ha anche la più alta presenza di stranieri (10,8 per cento nel gennaio 2015, contro l’8,9 per cento di Gorizia, l’8,5 per cento di Trieste e il 7,7 per cento di Udine).

Nel club dei centenari Fvg quasi tutte donne
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Dato questo che abbassa la percentuale over 65, sebbene il fenomeno sia destinato ad attenuarsi nel medio periodo per effetto della chiusura di molte fabbriche.

I pensionati più “ricchi” risiedono nelle Uti Friuli Centrale (19 mila 098 euro medi), Giuliana (18 mila 575), Noncello (17 mila 817), Basso Isontino (17 mila 511) e Alto Isontino (16 mila 463), in linea con uno scenario che, su scala comunale, colloca ai primi posti i capoluoghi regionali e, a livello provinciale, i territori di Trieste e Gorizia.

Nelle Uti montane del Friuli, invece, l’offerta di servizi per anziani deve confrontarsi con un contesto socio-economico più critico in cui, rispetto ai valori medi regionali, la maggior quota di ultra 65enni si unisce alle più elevate difficoltà di spostamento per l’accesso alle strutture sanitarie e al basso livello degli importi pensionistici medi, compresi tra i 15 mila 650 euro (Uti Canal del Ferro–Val Canale) e i 14 mila 229 (Uti Carnia).

Sempre più anziani rimangono nel circuito produttivo, impegnandosi soprattutto in attività imprenditoriali, autonome o libero-professionali. Nella fascia d’età over 65, il numero di occupati in regione aumenta del 50,4 per cento dal 2010 al 2014 (da 7 mila 498 a 11 mila 276), mentre il tasso di occupazione in età avanzata, nello stesso periodo, sale dal 2,6 per cento al 3,7 per cento.

Fenomeno particolarmente evidente tra le donne (passate da mille 308 a 3 mila 117 occupate, con un più 138,3 per cento), su cui incidono la crisi economica e le più recenti riforme pensionistiche.

«Il report evidenzia la profonda trasformazione demografica in atto, delineando i possibili effetti sociali dell’impatto economico-finanziario – concludono Masotti, Cristini, Molinari e Russo –. La capacità di individuare in tempo utile strategie efficaci rappresenta dunque una sfida per l’Ue. Ma la nostra Regione ha recentemente legiferato in materia di promozione dell’invecchiamento attivo, con la legge 22 del 2014, adottando un approccio per cui i soggetti over 65 non sono più da considerare semplici portatori di bisogni, ma risorse».

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