Stop alla casa della friulanità: a villa Toppani apre solo il park

UDINE. La Casa della friulanità è sparita dai programmi della Provincia e l’area esterna di villa Toppani, l’edificio liberty che svetta proprio accanto all’ingresso del teatro Nuovo Giovanni da Udine di viale Trieste, sarà trasformata in parcheggio.
La villa sarebbe dovuta diventare il museo della lingua e della cultura friulana, invece è in stato di abbandono. Un abbandono che palesa il mancato rispetto delle ultime volontà del conte Giacomo Ceconi di Montececon, che nel suo testamento aveva pensato alla Carnia.
Nel Documento unico di programmazione (Dup) 2016-2018, approvato nell’ultima seduta dalla giunta Fontanini, è messa nera su bianco la volontà di trasformare l’area attorno alla villa in un parcheggio privato.
«Sì, questa è la volontà – conferma l’assessore al Patrimonio Carlo Teghil –, anche perché per sistemare la villa serve un intervento molto consistente». L’idea dunque è quella di aprire l’accesso alle pertinenze esterne, «affidando la gestione del parcheggio a qualcuno, anche un privato», precisa Teghil.
Negli anni l’edificio è stato oggetto di diversi interventi, fino allo stanziamento di 300 mila euro nel 2013 della Provincia. Fondi destinati alla ristrutturazione dell’immobile.
I lavori hanno riguardato il rifacimento e il consolidamento di alcuni solai la cui stabilità è stata fortemente compromessa dall’incendio che si è verificato nel 2004.
Attualmente, l’edificio è inagibile e in stato di abbandono e il suo valore di mercato, stimato dalla Provincia, è sceso da poco più di 200 mila euro a meno di 170 mila.
La nuova destinazione a parcheggio segna l’epilogo di una storia iniziata negli anni Settanta quando l’Ente friulano di economia montana (Efem) acquisì lo stabile con i fondi del lascito del conte Giacomo Ceconi di Montececon. I fondi che, secondo le volontà della famiglia dovevano essere impiegati per lo sviluppo della montagna.
Tant’è che l’Efem inizialmente pensò di destinare la villa a convitto per i ragazzi della montagna che studiano a Udine, poi avviò i lavori di ristrutturazione progettando un auditorium di circa 100 posti nello scantinato. Ma negli anni Ottanta le competenze dell’Efem passarono alla Regione con un inevitabile stop al cantiere.
Nel 2002 un decreto regionale assegnò la villa liberty di viale Trieste alla Provincia, e la giunta di palazzo Belgrado pareva intenzionata alla vendita, ma poi decise di trasformarla nella Casa del Friulanità.
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