Arta, chiudono le terme

ARTA TERME. Domenica 10 gennaio 2016 ci sarà la chiusura ufficiale delle terme di Arta.
Mercoledì c'è stata la comunicazione ufficiale da parte dell'amministrazione di Casa di Cura “Città di Udine” - che gestiva la struttura - ai dipendenti.
“Si sente molto parlare di ripresa economica - dice una dipendente -, in realtà la montagna carnica sta letteralmente morendo: la chiusura della Coopca e, ora, delle terme, implica un danno notevole”.
Altre 40 persone rimarranno senza lavoro in un territorio - quello montano - che non offre possibilità di reintegro. “Quello che ci lascia più perplessi - spiega un’addetta -, e parlo anche a nome degli altri dipendenti, è il totale menefreghismo dimostrato dalla Regione e dall'amministrazione comunale di fronte alla possibilità, già manifestata dalla Casa di cura 6 mesi fa, di chiusura dello stabilimento”.
“Forse non ci si rende conto dell'importanza cruciale svolta da questa struttura all'interno del paese e della Carnia. Sono amareggiata e molto e anche molto preoccupata per il nostro futuro”.
L’attuale gestore delle terme, Casa di cura Città di Udine appunto, aveva comunicato a Esco montagna formale disdetta dal contratto di teleriscaldamento.
Inizialmente il Comune gestiva in forma diretta lo stabilimento di sua proprietà e solo nel 2013 ha affidato la gestione a terzi con l’indizione di un bando di concorso per il suo affidamento di nove anni. Con il nuovo gestore le terme avevano ampliato l’offerta dei servizi ambulatoriali specialistici.
Però il gestore ha presentato disdetta del contratto in essere a far data da gennaio 2016 per perdite generate da ingenti costi di gestione, soprattutto energetici.
Le terme costituiscono per Arta e i Comuni limitrofi un grande valore di qualificazione territoriale con effetti benefici non solo per il wellness e la promozione turistica, ma soprattutto per l’occupazione e l’indotto produttivo dell'intero Alto Friuli, area già penalizzata, ad esempio, dalla crisi Coopca e dalla chiusura del tribunale di Tolmezzo.
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