«Villa Ottelio diventi il museo simbolo della nostra terra»

RIVIGNANO TEOR. La sfida non riguarda soltanto Rivignano Teor. Ma, ampliando lo sguardo, il Medio e Basso Friuli. Perché villa Ottelio, tornata di proprietà del Comune, non dovrà essere semplicemente rimessa a nuovo.
Perché la sua nuova destinazione d’uso, dopo i lavori di recupero per i quali la Regione ha stanziato 2,4 milioni di euro, può rappresentare il motore di sviluppo di un’intera area. Per questo è necessario pensare fin da subito «se fare di questo simbolo soltanto un monumento, o piuttosto una ricchezza culturale viva, primo tassello per rivendicare la promessa ormai cinquantennale di un parco naturale dello Stella».
A chiederselo sono Giacomo Trevisan e Ottorino Pitton, della Compagnia dello Stella, un gruppo di persone in prima linea nella valorizzazione del territorio.
Sono diverse le proposte di cui si sono fatti portavoce e che hanno voluto condividere con Regione, Provincia e i sindaci del Basso e Medio Friuli. La prima è fare dello storico immobile di Ariis un ecomuseo.
«Un’istituzione culturale agile – affermano –, un museo del tempo e dello spazio di questo territorio, un luogo di incontro e scambio frutto del rapporto costruttivo tra la popolazione, la sua amministrazione e un’equipe pluridisciplinare di esperti».
Oppure, forse con qualche ambizione in più, la villa potrebbe diventare «sede di una Fondazione che abbia come scopo lo studio, la conservazione e la valorizzare della memoria collettiva arenatasi nel corso del tempo sulle rive del fiume Stella. In questa direzione, si potrebbe sfruttare la legge Lunardi sulle grandi opere attingendo al 3% previsto dai finanziamenti per opere che ricadano culturalmente sul territorio».
La villa, dunque, intesa come una sorta di grande enciclopedia fatta di proiezioni, interazione con contenuti video e multimediali in cui «proporre ai visitatori un’esperienza inedita e coinvolgente di gioco attraverso cui sia possibile non solo indagare, ma conoscere a fondo questa parte del Friuli».
Si deve dunque guardare a villa Ottelio «con occhi nuovamente incantati. Nessuna strategia basata sul calcolo dell’utile, sull’interesse personale o sulla razionalità potrà sopravvivere, nei prossimi anni, all’attacco dell’attuale modello economico. Solo il reincanto può farci comprendere che questi luoghi, la villa, la popolazione e il territorio che per secoli sono stati in relazione con essa, sono già meravigliosi per il solo fatto di esistere e come tali sono degni del tipo di rispetto e amore che non può consentire la loro capricciosa, inutile e insensibile dispersione».
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