Mezzi vecchi e rotti e i fondi sono calati
UDINE. Autopompe con oltre 30 anni di servizio. Mezzi fermi per mancanza di fondi per le riparazioni. Organici ridotti all’osso. Dispositivi di protezione individuale (giacche, guanti...) non sostituiti. Carenza dei materiali di consumo, come la carta.
Sono solo alcuni dei problemi che i vigili del fuoco friulani si trovano ad affrontare quotidianamente. Ieri nella caserma di via Popone, sede del comando provinciale, si sono svolte le celebrazioni di Santa Barbara, ma decine e decine di pompieri “operativi” hanno deciso di non partecipare.
La loro è stata una protesta silenziosa «perché – hanno spiegato – il giorno di Santa Barbara, che ci protegge durante i nostri interventi, va rispettato».
Nessuna manifestazione, dunque. Nessuno striscione, come invece era avvenuto in passato. Ma i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl, Usb e Conapo, a margine dell’evento, hanno descritto «una situazione lavorativa non certo rosea».
«I vertici dicono che va tutto bene – dichiara Renato Chittaro, Cgil –, ma siamo noi a vivere il soccorso. Spesso ci mancano cose basilari per poter agire in sicurezza come le radio portatili». «Tutto il sistema fa acqua – gli fa eco Marco Scarantino, Usb – e i fondi continuano a diminuire, vedasi quelli dell’accordo con la Regione sugli incendi boschivi, meno 25%. Per noi in questo momento ogni euro è importante. E anche il personale non abbonda: in media a Udine è disponibile una sola squadra più eventuali partenze di rinforzo (con autoscala o autobotte)».
A generare malessere, infine, come sottolineano Marco Del Fabbro (Cisl) e Giorgio De Gregori (Conapo), anche l’annunciata riorganizzazione interna che «bloccherebbe la buona volontà dei singoli, indispensabile per mandare avanti il soccorso» secondo De Gregori. «Cambi di capiservizio non condivisi nè dal personale nè dai sindacati» a parere di Del Fabbro.
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