E’ inverno, ciclabile chiusa: gli amanti della bici insorgono

La Comunità montana ha transennato per ragioni di sicurezza il tratto da Resiutta a Pontebba. E su Fb gli stranieri chiedono: quando fa freddo in Italia non si va in bicicletta? Convocato un incontro

PONTEBBA. Da Resiutta a Pontebba la ciclabile Alpe Adria non è più percorribile. È stata chiusa lo scorso 6 novembre per essere riaperta in primavera. Ragioni di sicurezza hanno spinto la Comunità montana del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale a fermare gli amanti delle due ruote che sui social network esprimono tutto il loro dissenso: ritengono lo stop ingiustificato soprattutto in presenza di un autunno soleggiato come quello di quest’anno.

«Durante l’inverno non si va in bici in Italia?» scrive su Facebook una olandese e la presidente della Fiab Udine (Federazione italiana amici della bicicletta), Elisabetta Rosso, fa notare che in Trentino le ciclabili sono percorribili anche d’inverno. Proprio perché il caso sta alimentando la polemica, il commissario della Comunità montana, Aldo Daici, ha convocato per oggi un incontro per capire se era proprio il caso di transennare la ciclabile.

Il caso fa discutere anche perché è stato chiuso solo il tratto da Resiutta a Pontebba di competenza della Comunità montana del Gemonese. Più avanti, in zone dove l’inverno si fa sentire nello stesso modo, la ciclabile Alpe Adria è ancora percorribile.

«L’abbiamo chiusa come facciamo da sempre nel periodo invernale» spiega il tecnico Marco Masini, non senza sottolineare che la Comunità montana «non è in grado di garantire la sicurezza quando le foglie si depositano lungo il tragitto e il rischio ghiaccio e le possibili cadute di rami si fanno sentire».

Ed è sempre Masini a evidenziare la mancanza di un coordinamento tra i vari enti che gestiscono i tratti di loro competenza. Una carenza alla base del percorso a singhiozzo che costringe i ciclisti a rinunciare alla gita in bicicletta.

«Si tratta di una chiusura d’ufficio» assicura il commissario deciso a fare chiarezza su quell’automatismo che sta creando non poco malumore. Oggi Daici, assieme ai tecnici, deciderà cosa fare. Ma Masini avverte: «La riapertura ci costringerà a sostenere ulteriori costi perché per renderla sicura devo mandare qualcuno a ripulirla».

Intanto il caso finisce all’attenzione della Fiab nazionale: «In Trentino non è mai successo di trovare le piste ciclabili chiuse, non dimentichiamo che in bicicletta si va anche sulla neve» spiega la presidente di Fiab Udine nel far notare che «c’è mezzo mondo che cerca la ciclabile e se, con queste giornate, vengono rispedite indietro qualche ricaduta negativa è inevitabile anche sul territorio».

A Rosso, tutto questo, sembra «un’assurdità» avrebbe preferito trovare un cartello informativo sugli eventuali pericoli anziché le transenne che impediscono ai ciclisti di imboccare la ciclabile Alpe Adria a Resiutta.

Non va dimenticato, infatti, che l’Alpe Adria, la ciclabile che unisce Salisburgo a Grado, sta attirando gli appassionati della bicicletta da tutto il mondo. Solo la scorsa estate è stata percorsa da oltre 500 mila persone provenienti anche dagli Stati Uniti che facevano tappa a Tarvisio. Rispetto all’anno precedente è stato registrato un aumento di presenze pari al 30 per cento. Lunga 408 chilometri è conosciuta in tutta Europa è stata premiata come “pista ciclabile dell’anno”.

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