Inerti nell’ex cava Di là de Tor

Il Comitato: ok alla discarica, ma servono alcune clausole
ANTEPRIMA UDINE 3 APRILE 2002 DISCARICA SAN GOTTARDO TELEFOTO COPYRIGHT FOTO AGENCY ANTEPRIMA
ANTEPRIMA UDINE 3 APRILE 2002 DISCARICA SAN GOTTARDO TELEFOTO COPYRIGHT FOTO AGENCY ANTEPRIMA

Si chiamerà “Buse dai claps” e, con i suoi inerti, andrà a occupare l’ex cava “Di la de Tor”: la notizia della presentazione di un progetto per la realizzazione di una nuova discarica arriva dal Comitato spontaneo del Torre. A differenza di altre volte in passato, tuttavia, l’elaborato non è stato accolto con parere negativo.

«Ben due precedenti progetti di discarica nello stesso sito, presentati nel 2001 e nel 2009 – ricorda Alessandro Fornasier, portavoce del Comitato spontaneo del Torre –, sono stati bocciati anche grazie un lungo periodo di lotta del Comitato. Tuttavia, rispetto alle precedenti esperienze, vi è un fatto nuovo che richiede una diversa valutazione: mentre nei due casi precedenti la richiesta era sempre stata di realizzare una discarica per “rifiuti non pericolosi” – spiega –, ora sembrerebbe essere destinata soltanto a inerti».

Una differenza «fondamentale», a dire del Comitato. «In un sito come la ex cava Di la de Tor – continua Fornasier –, posizionato su un letto di ghiaie permeabili e così prossimo al torrente Torre, i rifiuti “non pericolosi” (urbani) avrebbero potuto presentare, sul lungo termine, problemi di inquinamento delle falde, mentre gli inerti, come ad esempio gli scarti di ceramica, i mattoni, il cemento e il vetro, garantiscono l’assenza di contaminazioni».

A questo proposito, il portavoce del Comitato ricorda come «anche l’architetto Grandinetti, al momento di progettare il Parco del Torre, affermò che l’unica possibilità di trasformazione della cava in discarica era che fosse di seconda categoria, cioè solo per inerti. Il riempimento con inerti della ex-cava – evidenzia Fornasier – può sembrare pertanto un passo verso un ripristino ambientale della zona e l’attuazione di un assetto definitivo per il Parco del Torre, che finora sembra essere rimasto solo un vincolo disegnato sulla carta».

Il che, tuttavia, non basta a fare abbassare la guardia. «Chiediamo precise e fondate garanzie – conclude il Comitato – sul fatto che il sito ora denominato Buse dai claps, magari per modifiche delle normative, possa diventare in futuro la destinazione di rifiuti “non pericolosi”, nonchè garanzie sul completamento del piano di ripristino del sito». Da qui, l’invito «ai pubblici decisori a introdurre alcune clausole specifiche nelle autorizzazioni, e a impegnarsi a verificarne puntualmente la conformità e il successivo rispetto nella pratica».

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