Operazioni anti-bracconaggio, tre denunciati

RIVIGNANO. Il Nucleo operativo per l’attività di vigilanza ambientale (Noava) del Corpo forestale regionale ha messo a segno negli ultimi mesi in varie località della provincia operazioni volte al contrasto di reati ai danni della fauna selvatica con il personale delle Stazioni forestali di Cividale e San Giorgio e il supporto delle guardie venatorie volontarie della Federcaccia.
In tre distinti interventi sono state denunciate alla Procura tre persone colte in flagranza di reato per molteplici violazioni, dal furto ai danni del patrimonio indisponibile dello Stato (tale è considerata la fauna selvatica) alla caccia in periodo di chiusura generale, dal maltrattamento di animali alla loro uccisione illecita, dall’uccellagione all’illecita detenzione di munizioni, dall’uso di richiami acustici per attirare e catturare uccelli alla detenzione illegale di fauna protetta.
Nel primo caso, nelle valli del Natisone, dopo appostamenti e controlli un uccellatore già noto ai forestali è stato sorpreso mentre esercitava l’uccellagione con reti e volatili da richiamo collocati lungo alcuni filari alberati nei pressi del fiume.
Nella seconda operazione, a Rivignano, è stato colto in flagranza un cacciatore della Riserva che, sul retro di casa, un mese prima della data ufficiale di apertura dell’attività venatoria consentita, esercitava la caccia da capanno con l’ausilio di un richiamo elettromagnetico.
Il caso più recente è quello di un socio della Riserva di caccia di Lestizza colto in flagranza alle 7.30 mentre abbatteva specie protette con l’ausilio di un richiamo elettromagnetico. Oltre alla denuncia, gli sono state contestate violazioni amministrative e una disciplinare.
In totale sono stati sottoposti a sequestro due fucili da caccia, una ventina di uccelli vivi di varie specie, sia protette che cacciabili, detenuti illegalmente o di recente cattura (di cui dieci subito liberati in quanto fortunatamente ancora idonei alla vita in libertà), una decina di reti per catturare uccelli, un centinaio di panie, vischio, alcune tagliole, oltre duemila munizioni, cinque richiami acustici funzionanti a batteria e oltre 120 uccelli morti anche di specie protetta.
Determinante è stata la collaborazione di cittadini che non hanno esitato a segnalare al personale forestale la presenza di reti o il rumore di spari sospetti.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








