Traffici in crescita a Porto Nogaro

SAN GIORGIO DI NOGARO. Lieve crescita dei traffici dello scalo di Porto Nogaro: a fine settembre hanno fatto registrare un più 2,44% rispetto al 2014, anno di per sè drammatico che ha visto il porto del Friuli scendere per la prima volta al di sotto del milione di tonnellate (982 mila 140) movimentate.
Sullo scalo, al 30 settembre, sono state imbarcate e sbarcate complessivamente 771 mila 94 tonnellate di merci contro le 753 mila 695 dello scorso anno, ma c’è forte la forte preoccupazione degli addetti che temono anche quest’anno il mancato superamento del milione di traffici.
Fino a giugno il porto registrava un meno 1,44%, dato negativo recuperato poi negli ultimi tre mesi grazie ai traffici legati all’importazione di semi di girasole per lo stabilimento dell’Oleificio San Giorgio che però stanno terminando e altri traffici “importanti” non sono previsti.
Questa grave situazione ha avuto come ripercussione il lavoro degli addetti alla struttura, le imprese, soprattutto quelli delle imprese che (vedi la Porto Nogaro con 36 soci e una decina di dipendenti, ma nello scalo è operativa anche la Midolini con una ventina di addetti), su una media di 22 giorni lavorativi, ne ha lavorati 10,6, poco più della metà.
Gli operatori del porto auspicano che per il 2016, risolto il problema dragaggi (a maggio è previsto il termine degli scavi del canale che avrà una profondità di meno 7,5 metri contro i 6 metri attuali), passaggio fondamentale per la sopravvivenza di Porto Nogaro, unico porto del Friuli, la situazione possa cambiare anche perché allo scalo potranno accedere navi di oltre 10 mila tonnellate contro le attuali di 7-8 tonnellate massimo, meno convenienti per i trasporti.
Ma ora che i dragaggi sono avviati, a creare ulteriore preoccupazione, è la crisi di alcune aziende della Ziac (vedi Evraz Palini&Bertoli). Va anche sottolineata la venuta meno del traffico via mare delle bramme (il famoso piccolo cabotaggio che trasporta su chiatte le bramme da Monfalcone e Trieste ai laminatoi della Ziac), praticamente azzerato con gravi ripercussioni per gli operatori.
Ricordiamo però che sulla Ziac arriveranno quest’anno anche gli interventi legati ai Patti territoriali, riguardanti opere infrastrutturali nel Feraul e ferroviarie per 2,5 milioni circa.(f.a.)
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