Cinque grandi mostre per l’autunno udinese

UDINE. Cinque grandi mostre, da fine settembre a fine novembre, per mostrare al grande pubblico il patrimonio, e la ricchezza, culturale della città e dell’intero Friuli. Cinque esposizioni, che animeranno i locali dei Civici Musei, che il Comune di Udine, come ha spiegato l’assessore Federico Pirone «ha voluto dedicare a quelle personalità che con il loro talento e il loro ingegno hanno permesso alla città e al territorio friulano di essere conosciuti in Europa e nel mondo».
Cinque le macro aree tematiche su cui c’è stato il placet di palazzo D’Aronco: la grande figura di Malignani e quella di Tina Modotti, la storia del banchetto rinascimentale, la Grande Guerra con le relative commemorazioni per il centenario del conflitto e il ruolo della luce nella storia e nella contemporaneità. «La rete dei musei cittadina – ha continuato Pirone – rappresenta uno dei punti di forza della regione, in un’ottica integrata con le altre realtà del Fvg, sia a livello culturale che turistico.
E soltanto una qualità, reale e continua, della programmazione espositiva è in grado di rendere i luoghi dove questa si esprime come un vero e proprio strumento di formazione e crescita dell’intera comunità».
Palazzo Morpurgo
Si comincia mercoledì 30 settembre, alle Gallerie del progetto di palazzo Morpurgo, in via Savorgnana. Non una mostra qualsiasi, ma un’esposizione dedicata a uno dei più grandi geni friulani, cioè quell’Arturo Malignani che nel 1896, cedette a Thomas Edison il suo metodo per la produzione del vuoto chimico industriale della lampada a incandescenza.
Una conquista, quella di Malignani, evidente sia a livello mondiale che locale visto che Udine, terza città in Europa a essere dotata di illuminazione elettrica dopo Milano e Londra, possedeva, grazie al suo genio, le lampadine migliori al mondo per qualità. E per i 150 anni dalla sua nascita, il Comune, in collaborazione con la Fondazione Crup, gli dedica l’esposizione, curata da Elena Commessatti – che pubblicherà anche un volume dedicato alla sua storia – e Federico Malignani dal titolo “Con il futuro negli occhi”.
Casa Cavazzini
Il 17 ottobre, invece, sarà Casa Cavazzini lo scenario dove verrà inaugurata una grande mostra ideata dai Civici Musei, in collaborazione con il comitato “Tina Modotti” su un altro personaggio friulano che ha lasciato il segno della propria arte in tutto il mondo.
La città natale della Modotti, nel dettaglio, porterà nuovamente il suo omaggio all’attrice, artista d’avanguardia e pure protagonista dei grandi movimenti politici e sociali della prima metà del ’900. La retrospettiva “Tina Modotti: la nuova rosa.
Arte, storia e nuova umanità” presenterà infatti la raccolta più vasta delle foto dell’udinese tratte dai negativi originali e arricchita dalle le più recenti acquisizioni riferibili alla storia familiare della Modotti, all’arte fotografica, e all’impegno politico-sociale. Verrà inoltre esposta nella sua interezza, per la prima volta in Italia e in Europa, la nuova documentazione fotografica sulle “Scuole libere di agricoltura” con una serie di 18 istantanee, realizzate dalla Modotti, rimaste in gran parte sconosciute fino a tempi recenti.
Galleria Tina Modotti
Continuano anche a Udine, quindi, le commemorazioni per i cento anni del primo conflitto mondiale. All’interno del programma di “Storie in corso”, dal 29 ottobre, verrà organizzata una mostra alla Galleria fotografica “Tina Modotti” – cioè all’ex mercato del pesce –, ma che attraverserà tutta la città con l’obiettivo di riuscire a proporre una rappresentazione della Grande Guerra attuale e in grado di far capire al pubblico la tragicità di quegli anni sul fronte orientale.
Museo del castello
Sempre con un occhio al passato, ma ben più remoto rispetto a inizio ’900, guarda quindi la rassegna al museo archeologico del castello su cui si alzerà il sipario il 12 novembre e intitolato “Tavole e banchetti nella Udine rinascimentale”. Si partirà dall’analisi dei reperti provenienti dalle ricerche archeologiche svolte in passato in diversi punti della città – dal castello stesso a via Mercatovecchio passando per l’ex chiesa di San Francesco e piazza Duomo – per ripercorrere la storia a tavola sia dei ricchi notabili dell’epoca che dei più poveri.
Museo etnografico
Il programma autunnale del Comune si concluderà a fine novembre – ma la data precisa deve ancora essere comunicata – al museo etnografico del Friuli dove verrà proposto al pubblico un percorso sulla storia, l’arte e la simbologia dedicata alla luce come suggerito dal titolo, “Fiume di luce”, appunto.
Negli spazi espositivi di via Grazzano, quasi in un chiasmo rispetto alla figura di Malignani, saranno posizionati una serie di materiali dedicati a illustrare l’evoluzione dei corpi illuminati dal passato al presente con particolare attenzione agli aspetti di carattere scientifico, agli usi e costumi e ai progressi conquistati dall’uomo nel campo della tecnologia e delle invenzioni.
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