Centinaia di ragazzi in cammino assieme all’uomo della pace

In viaggio verso Helsinki John Mpaliza incontra le scuole. Fra i giovani per denunciare il traffico di coltan in Congo
Udine 30 Maggio 2015 ragazzo camminatore © Foto Petrussi TURCO MASSIMO
Udine 30 Maggio 2015 ragazzo camminatore © Foto Petrussi TURCO MASSIMO

UDINE. Da un anno attraversa l’Europa a piedi parlando del coltan insanguinato e incantando platee di studenti. Ha già lanciato il suo messaggio di pace a 20 mila ragazzi e ieri ha incontrato centinaia di giovani udinesi.

John Mpaliza, ribattezzato “peace walking man”, ovvero il camminatore della pace in viaggio verso Helsinki, dove dovrebbe approdare a ottobre, ha fatto tappa in città grazie alla Caritas diocesana che ha organizzato per lui una serie di incontri e non è passato inosservato. Ospite dei Saveriani, ieri ha riempito l’auditorium Zanon, poi ha incontrato i giovani delle parrocchie al Centro culturale Paolino d’Aquileia per arrivare in serata all’oratorio di Marano.

«Sono un ingegnere informatico, non un camminatore professionista – ha esordito davanti a un gruppo di ragazzi provenienti da diverse parrocchie – vengo dal Congo dove ho una famiglia numerosa, ma non ho più mio padre, ucciso durante una guerra che ha seminato otto milioni di morti, nè mia sorella, dispersa nella stessa guerra e, secondo gli auspici di mia madre, morta, perchè è meglio morta che vittima delle violenze che le donne subiscono nel mio paese».

Lo sguardo vivace, i dread scompigliati e la bandiera della pace assieme al quella del Congo che spuntano dallo zaino, alleggeriscono il peso che John si porta appresso da 46 anni.

Nato a Bukatu, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, è scappato alla furia cieca di Mobutu, il dittatore che ha ucciso tanti suoi compagni, rei di militare nel partito di opposizione. «Fui catturato, messo in prigione, ma i miei genitori riuscirono ad aiutarmi ad andarmene» racconta. Il suo lungo vagare lo ha portato in Italia quasi per caso 22 anni fa.

Qui ha finito gli studi, ha preso cittadinanza, ha trovato lavoro come dipendente comunale e, per 18 anni, ha provato a dimenticare quel paese “ricco da morire”. Perchè proprio il coltan, un minerale con il quale si realizzano micro-condensatori che aumentano la potenza riducendo il consumo di corrente elettrica per cellulari, tablet, videogiochi e computer è all’origine di una guerra che insanguina quel paese da un ventennio e che ha prodotto otto milioni di vittime. In memoria di quei morti John porta il lutto al braccio e cerca con il suo lungo cammino di aiutare i ragazzi a guardare con nuovi occhi quegli apparecchi e il business che si cela dietro a loro: venduto in Europa anche a 600 dollari al chilo, il coltan viene acquistato per appena 20 centesimi.

«Cinque anni fa ho cominciato a camminare e un anno fa ho deciso di lasciare il mio lavoro, la mia casa, la mia vita per mettermi in viaggio – racconta John – da allora cammino per diffondere questo messaggio. I miei viaggi mi hanno portato a Strasburgo dove abbiamo presentato una raccolta di firme per una legge sulla tracciabilità dei minerali, discussa in Commissione europea nei giorni scorsi».

È questo un primo risultato per fermare il fiume di sangue che alimenta l’attività di tante multinazionali.

«Nel mio cammino – racconta John – non sono mai solo. Ci sono sempre tanti ragazzi che mi affiancano per un pezzo di strada». Succederà anche martedì alle 8.30 quando John partirà da Piazza Libertà a Udine assieme agli scout udinesi che lo accompagneranno fino a San Giovanni al Natisone dove pranzerà assieme ai ragazzi. E poi via verso Trieste, per una nuova tappa.

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