Udine, perquisizioni e sequestri della Digos per le bandiere bruciate in Loggia

Prelevati oggetti e documenti a tre persone dopo il vilipendio al tricolore avvenuto tra il 24 e il 25 aprile. Marsico (Identità): «Se le telecamere non hanno funzionato chiederemo le dimissioni di Giacomini»

UDINE. Perquisizioni della polizia dopo l’incendio di due bandiere italiane avvenuto a Udine (sotto la Loggia di San Giovanni, dove erano stati sistemati complessivamente otto Tricolori) la notte prima delle celebrazioni per il settantesimo anniversario della Liberazione.

Perquisizioni e sequestri

Gli agenti della Digos friulana in questi giorni hanno effettuato sequestri - di documenti e altri oggetti ritenuti utili per le indagini - a carico di tre persone. E gli accertamenti sono tuttora in corso e, dunque, coperti da riserbo.

Scritte sotto la loggia

I vandalismi compiuti tra il 24 e il 25 aprile rappresentano un’offesa al principale simbolo dello Stato e non sono gli unici danneggiamenti compiuti nel cuore della città, a spese di monumenti dall’elevato valore artistico e architettonico. Il pomeriggio del 17 qualcuno, utilizzando una bomboletta di vernice spray rossa, ha sporcato con scritte il muro e il pavimento della Loggia del Lionello.

Il Comune aveva fatto sapere che le telecamere di videosorveglianza avevano ripreso tutta l’azione dei “graffittari”, collocata tra le 14.45 e le 15.30 di quel venerdì. Le immagini erano poi state affidate alla polizia locale e, successivamente, non sono state diffuse altre notizie sull’eventuale individuazione dei responsabili.

Paletti divelti

E poi, non solo scritte e bandiere date alle fiamme. C’è stato anche chi ha divelto i paletti che da poco sono stati posti a protezione dei marciapiedi che circondano il monumento alla Resistenza di piazzale XXVI Luglio, un’opera dell’architetto Gino Valle che è stata recentemente ripulita e illuminata.

Il consigliere comunale

Sul fronte della politica, a commentare questi episodi è il consigliere comunale Giovanni Marsico (Identità civica) che auspica la rapida individuazione dei responsabili grazie al sistema di videosorveglianza installato in città. E, in caso contrario, anticipa che il centrodestra presenterà una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore all’Innovazione e allo Sviluppo economico Gabriele Giacomini.

Dubbi sulle telecamere

«Esprimo sdegno – dichiara l’esponente dell’opposizione a palazzo D’Aronco - per le bandiere italiane bruciate sotto la Loggia di San Giovanni e rabbia per i danneggiamenti arrecati ai paletti di piazzale XXVI Luglio e anche per i rifiuti abbandonati sotto la Loggia del Lionello. Considerato il grave atto di vilipendio alla bandiera italiana – prosegue il consigliere –, tutti ci aspettiamo che il tanto enfatizzato sistema di videosorveglianza del Comune di Udine fornisca un volto agli autori di un simile oltraggio. E visto che sono passate ormai due settimane chiedo all’amministrazione di dare, entro pochi giorni, un’identità alle persone che hanno compiuto i danneggiamenti nelle due piazze udinesi, in modo da assicurarle alla giustizia e da dimostrare, finalmente, che il sistema di videosorveglianza a Udine è cosa seria».

«Si trovino i colpevoli»

Subito dopo l’esponente della minoranza auspica «che le immagini siano, almeno in questa occasione, nitide e di qualità tale da permettere di punire i colpevoli». «Il silenzio assordante dell’amministrazione comunale – conclude – mi fa temere, però, che anche questa volta l’attacco al centro storico di Udine rimarrà impunito. Se così fosse l’opposizione di centrodestra presenterà una mozione di sfiducia all’assessore all’Innovazione, che ha sempre tanto difeso il sistema di videosorveglianza».

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