Bruna va in pensione a 94 anni: ho venduto anche ai soldati tedeschi

SAN GIORGIO DI NOGARO. Chiude dopo settant’anni di attività la “Bottega della luce” di via Ammiraglio Canciani, gestita da due generazioni dalla famiglia Maran, ma sopratutto dalla signora Bruna: 94 splendidi anni.
È una vicenda straordinaria quella di questo negozio e dei suoi proprietari, che oggi aprirà i battenti per l’ultimo giorno della sua gloriosa vita, lasciando però un po’ di tristezza nei sangiorgini che vedono un pezzo della loro storia che se ne va.
«Non so cosa farò ora», dice Bruna Appollonia Maran, che dal 1944 ogni giorno (se si eccettua quelli della nascita del figlio Livio) è stata presente in negozio, di cui sa tutto («un computer vivente», dice la nuora Flavia) e di cui serba tanti ricordi come quando il marito Italo effettuò dei lavori per il Comando tedesco di stanza a San Giorgio di Nogaro e dopo dieci giorni i militari si presentarono in negozio per saldare il conto.
«Io ero tranquilla – racconta Bruna – gli ho fatto la ricevuta e loro se ne sono andati», ma non erano così tranquilli gli altri clienti.
Ma andiamo per ordine. Italo Maran, giovane lungimirante, elettricista provetto con senso del commercio apre la prima attività in via Canciani, all’età di 19 anni (era del 1911).
Subito dopo però viene chiamato in guerra e mandato in Abissinia, qui resta diversi anni (circa cinque). Anche qui la passione per l’elettricità di fa sentire e nei vari posti dove viene dislocato lavora come elettricista.
Ritorna a San Giorgio, Italo, è un bell’uomo, molto fine ed elegante, e conosce Bruna Appollonia, giovane e carina, figlia della famiglia di meccanici Appollonia con la pompa di benzina in via Roma.
Si sposano nel 1943 e nel 1944 Italo affitta un piccolo negozio in via Canciani avviando l’attività. Bruna è sempre dietro il banco, tanto che dice: «Sono passata da dietro un banco a dietro un altro!». Intanto i due acquistano sempre nella stessa via un negozio più grande con sopra l’abitazione.
A novembre 1944, San Giorgio è invasa dai tedeschi che chiedono a Italo, di effettuare alcune riparazioni e modifiche agli impianti elettrici della casa in si cui erano insediati.
Italo va, effettua il lavoro sotto il loro controllo, senza problemi; manda poi il 26 novembre la fattura (fattura ancora conservata) e il 5 dicembre un paio di militari tedeschi entra nel negozio per pagare.
Bruna, donna di carattere, emette la ricevuta di saldo e loro se ne vanno, «come clienti normali», ma il ricordo di questi “clienti” resta vivo nella sua mente.
Nel 1945 nasce Livio e Bruna per un breve periodo lascia il marito da solo in negozio, ma poi riprende l'attività in quanto Italo fa il rappresentante di lubrificanti nel Nordest.
«Noi – dice Bruna – non abbiamo mai avuto crisi. Abbiamo sempre lavorato proprio perché oltre a materiale elettrico avevamo elettrodomestici, oli lubrificanti, materiale per la caccia, bombole di gas e altro, per cui avevamo ampia offerta».
Nel 1975 Italo muore, ma gli è già subentrato alla conduzione del negozio il figlio Livio; e poi c’è la nuora Flavia. Per Bruna nulla cambia: ogni mattina apre le due serrande del negozio e va dietro il bancone dove con competenza e capacità serve la clientela sempre più esigente e preparata.
Oggi è arrivato il giorno di dire stop: si conclude la sua attività, non per crisi, ma per la troppa burocrazia e normativa, nonché per le troppe tasse, cose che hanno impedito di affittare il negozio.
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