Dice: "Luridi italiani". Studente sospeso

Un giovane nordafricano se la prende coi compagni davanti a due insegnanti. Allontanato dalla scuola per una settimana

CERVIGNANO. «Luridi italiani». Questa l’offesa rivolta ai compagni da uno studente nordafricano che frequenta l’istituto statale per l’istruzione superiore (Isis) Malignani della Bassa Friulana e che gli è costata una settimana di sospensione. Un episodio di “razzismo alla rovescia”, che Aldo Durì – il dirigente scolastico dell’istituto che ha sedi a Cervignano, San Giorgio di Nogaro e Palmanova – ha punito con la sospensione.

L’episodio è accaduto qualche giorno fa. I ragazzi erano in classe ed erano presenti due insegnanti. A un certo punto, l’alunno straniero, descritto come particolarmente turbolento, si è rivolto ai compagni, senza un motivo apparente (pare che tutto sia scaturito da un risentimento covato da tempo), apostrofandoli con il termine «luridi italiani». Immediatamente invitato a scusarsi, il giovane ha difeso le sue posizioni. Poco dopo, a causa della pressione psicologica, è scoppiato in un pianto liberatorio.

«Lo studente in questione è già stato sospeso, in passato – spiega il preside Durì – . Una volta per aver aggredito un compagno (il litigio si era trasformato in una zuffa) e un’altra volta per aver strappato i pantaloni a un coetaneo, a seguito di uno scherzo davvero di cattivo gusto. In più occasioni ha mancato di rispetto a studenti e insegnanti. L’ultimo episodio si è verificato qualche giorno fa, quando ha appellato i compagni di classe come «luridi italiani», con particolare rabbia e risentimento.

Si tratta di un fatto grave, che può essere definito di “razzismo alla rovescia”. Abbiamo dovuto immediatamente intervenire e sanzionare il responsabile, così come abbiamo fatto in presenza di altre forme di aggressività a sfondo etnico. In alcune classi dei nostri istituti superiori c’è una forte tensione tra etnie diverse e questo crea innegabili difficoltà».

Il dirigente assicura che la scuola si è attivata da tempo per sensibilizzare gli studenti al rispetto reciproco. «Gli insegnanti – argomenta Durì - stanno facendo un grande lavoro di recupero delle motivazioni ma i risultati non sono immediati. Spesso, il disagio psicologico e familiare tende ad esprimersi come una forma di contrapposizione etnica. La nostra scuola sta facendo tanto per arginare e contenere questi spiacevoli fenomeni».

Il preside precisa che lo strumento della repressione viene applicato soltanto quando i ragazzi superano il limite imposto da una corretta convivenza civile. «Lo sforzo principale – conclude il dirigente cervignanese – non è tanto correggere e punire quanto discutere, educare e far maturare nei giovani un atteggiamento di accettazione e tolleranza nei confronti dell’altro. Una sfida difficile, che sta dando risultati importanti, nonostante episodi sgradevoli come quello accaduto qualche giorno fa».

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