Animali tenuti fra i rifiuti: condannato il proprietario

Oche, cavalli, maiali e cani confiscati dal giudice in una fattoria di Terzo d’Aquileia. Due mesi e 20 giorni di arresto al titolare dell’azienda per il reato di abbandono

TERZO DI AQUILEIA. Si muovevano fra gli escrementi, fra i rifiuti ingombranti, si abbeveravano nell’acqua sporca, quando non erano chiusi in gabbia. L’amara sorte di decine di animali allevati in una fattoria di Terzo di Aquileia è finita prima in un fascicolo della Procura di Udine e poi davanti al giudice che ha condannato il titolare a due mesi e 20 giorni di arresto per abbandono di animali.

Quando, nell’aprile del 2011, gli agenti della Forestale di San Giorgio di Nogaro e del Noava su delega della Procura sono arrivati all’azienda agricola di Salvatore Apuzzo a Terzo di Aquileia hanno trovato decine di animali in precarie condizioni.

La situazione di avanzato degrado nell’azienda agricola era già stata segnalata dalla Forestale all’amministrazione comunale che aveva emesso alcune ordinanze per la rimozione, la bonifica, l’asporto e lo smaltimento del materiale inerte abbandonato nella fattoria e dalle acqua reflue.

In mezzo a quel marasma c’era una scrofa con sette maialini fra feci e materiale organico in decomposizione, un cane, quattro conigli e otto colombi nelle stesse condizioni.

Accanto a loro quattro cuccioli di cane di cui uno privo di microchip chiusi «in un locale buio, maleodorante cosparso di sterco. E poi una cavalla e un puledro in un cortile con una recinzione arrugginita dotata di chiodi e spuntoni acuminati. Si abbeveravano nell’acqua stantia e sporca e non avevano rastrelliere.

Nel cortile c’erano pecore, cinque germani, dieci anatre, cinque pavoni, oche e altrettanti tacchini che cercavano l’acqua in un recipiente di difficile accesso. Gli agenti della forestale hanno trovato anche un pappagallo “amazzone di fronte azzurra” un pregiato esemplare che era tenuto in condizioni incompatibili con le sue condizioni.

Apuzzo, 64 anni, assieme alla moglie Fiorina Battimelli coetanea, si è ritrovato a dover rispondere anche dell’accusa di abbandono di rifiuti per non aver ottemperato alle ordinanze del sindaco. Le accuse di crudeltà e maltrattamento alla fine sono state derubricate in abbandono di animali tenuti in precarie condizioni.

L’avvocato Giorgio de Colle che difendeva Apuzzo ha sottolineato come non si trattasse di crudeltà e come il ritardo nell’ottemperare alle ordinanze del sindaco fosse dipeso dalle esigenze di rateizzare le ingenti spese conseguenti. Così ha sostenuto anche il legale della Battimelli, Giuliano de Colle.

Alla fine il giudice Roberto Pecile ha condannato a 2 mesi e 20 giorni Apuzzo e a 30 giorni con sospensione condizionale la Battimelli. Il giudice ha inoltre disposto la confisca degli animali. «Attendiamo di leggere le motivazioni che saranno depositate entro 90 giorni e ci riserviamo di presentare appello» ha concluso l’avvocato de Colle.

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